Casa grande, lui – il mio ex – gode di una stanza e di un bagno. Per il resto si fa i fatti suoi. Questi erano i patti… E in effetti lui è sempre più silenzioso, ma pieno di “buone maniere”: cucina, mette tavola, fa la spesa e paga tutte le utenze.
Ma… abbiamo un figlio di dieci anni, muto, sempre sul cellulare. Anche a tavola non pronuncia parola. Che fare? CARLA
Risposta di Mariateresa Zattoni
– Provate a chiedervi, cara Carla,
in che situazione avete messo un ragazzino di dieci anni, che per giunta – da poco, come scrivi tu – va male a scuola. Ma vi siete domandati che aria sta respirando questo figlio?
Tu dici che gli avete spiegato “tutto”: che non vi amate più, che tu non te ne puoi andare perché non hai i soldi per l’affitto, che sei costretta a condividere l’appartamento…
Lasciamelo dire: non avete certo cercato un buon mediatore familiare o un buon avvocato, avete creduto di poter far tutto da soli. E questo figlio non sa più chi è; forse il suo andare male a scuola è un grido d’aiuto, che voi non ascoltate.
È evidente che avete bisogno di un aiuto tecnico per poter a vostra volta aiutare il figlio: ad esempio, un percorso di supporto alla genitorialità, gestito da uno psicoterapeuta familiare o da un pedagogista. È urgente.
Ma intanto tu che scrivi alla Posta del cuore puoi far molto: loda il papà per quello che sta facendo per la famiglia, mostrargli che questo padre è degno di questo nome, che rimane per lui, che cucina e fa la spesa eccetera.
Non sto parlando del tuo ex che ti ha deluso (come mi racconti), ma di un padre che non “molla” un figlio per comodità o per rivalsa.
Quando siete a tavola, invece che mutismo, prova ad apprezzare questo padre (anche se non lo accetti più come partner) e fai sentire a questo figlio il tuo apprezzamento per lui.
Vuoi? Sì? Ma ad alta voce!