Yemen: nuova escalation di attacchi tra ribelli e coalizione araba

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Bombardata la capitale Sanaa, che ricade sotto il controllo delle milizie sciite huthi. Almeno 8 persone sono morte a causa di un incendio divampato in un centro per migranti provenienti dal Corno d’Africa

Marco Guerra – Città del Vaticano

Nuova fiammata di violenze nello Yemen, dopo sei anni dall’inizio della guerra civile che ha coinvolto diverse potenze regionali. Domenica la coalizione militare a guida saudita, che sostiene l’esecutivo riconosciuto a livello internazionale, ha sferrato diversi attacchi aerei contro la capitale Sanaa, controllata dai ribelli sciiti huthi supportati dall’Iran.

Bombardata la capitale Sanaa

“L’operazione militare prende di mira le infrastrutture militari huthi a Sanaa e in un certo numero di altre province”, ha affermato la coalizione secondo l’agenzia di stampa ufficiale saudita. Dal canto loro Huthi hanno contato sette attacchi aerei sulla capitale, da cui si sono alzate enormi colonne di fumo.

Gli attacchi in territorio saudita

I raid sono stati lanciati dopo che la coalizione sunnita ha annunciato di avere intercettato 10 droni lanciati contro il regno saudita dai ribelli yemeniti. Gli stessi Huthi confermano gli attacchi con droni su obiettivi militari nelle città saudite di Dammam, Asir e Jazan. Gli Houthi hanno recentemente intensificato gli attacchi transfrontalieri contro l’Arabia Saudita in un momento in cui gli Stati Uniti e le Nazioni Unite stanno spingendo per un cessate il fuoco per rilanciare i negoziati politici, attualmente in fase di stallo, per porre fine alla guerra. Giovedì scorso, il movimento Houthi ha dichiarato di aver lanciato un missile contro un impianto di distribuzione di prodotti petroliferi di Aramco nella città di Jeddah sul Mar Rosso che gli Houthi avevano attaccato nel novembre 2020, colpendo un serbatoio di stoccaggio. Negli ultimi due anni si sono registrati diversi attacchi ad impianti petroliferi in territorio saudita.

 

L’incendio al centro per migranti

Sempre domenica in Yemen si è consumata una tragedia legata al fenomeno dell’immigrazione proveniente dal Corno d’Africa e diretta verso i ricchi Paesi del Golfo. Almeno 8 persone sono morte e 170 sono rimaste ferite in un incendio in una struttura per migranti nella capitale Sanaa. Secondo quanto riferisce l’Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (Oim, il bilancio totale delle vittime dell’incendio, la cui causa rimane poco chiara, potrebbe essere più alto. L’OIM sta fornendo assistenza sanitaria di emergenza ai feriti, più di 90 dei quali sono in gravi condizioni, e distribuendo cibo alle persone colpite.

L’emergenza umanitaria

L’agenzia delle Nazioni Unite stima che migliaia di migranti siano rimasti bloccati in Yemen dopo che sono state imposte restrizioni ai movimenti a causa della pandemia di coronavirus nella regione del Golfo e nel Corno d’Africa. Circa 100.000 migranti arrivano in Yemen ogni anno via mare dal Corno d’Africa sperando di dirigersi a nord verso la ricca Arabia Saudita e oltre. La guerra di sei anni in Yemen ha inoltre creato una terra di sfollati, con l’80% della popolazione che dipende dagli aiuti, le stesse Nazioni Unite hanno definito la situazione nel Paese della penisola arabica come la “più grave emergenza umanitaria del mondo”.



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