Via Mater Dei: in cammino per ripartire con cuore nuovo

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Un cammino di 157 km che congiunge in sette tappe lungo i crinali di montagna 10 santuari mariani di cui è costellato l’Appennino Bolognese. La Via Mater Dei dal 2018 vuole unire tanti siti di interesse spirituale, culturale, naturalistico e archeologico attorno alla figura di Maria

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

Attraversare borghi antichi, conoscerne le tradizioni, immergersi nella tranquillità dell’Appennino, a contatto con la terra, il vento, il sole, la pioggia, ricevere l’accoglienza di comunità religiose. La Via Mater Dei è un esperienza non solo turistica, finalizzata a valorizzare il territorio e a favorire le attività economiche, ma dal forte carattere spirituale.  

VIA MATER DEI foto Lorenza Vaccari©

VIA MATER DEI foto Lorenza Vaccari©

Ogni cammino è spirituale

“Ogni cammino, che sia laico o religioso”, spiega don Massimo Vacchetti, direttore dell’Ufficio per la pastorale dello sport, turismo e tempo libero della Diocesi di Bologna che ha ideato la Via Mater Dei, “ha sempre ha una natura spirituale: camminare vuol dire lasciare una terra per andare in un’altra, come ha fatto Abramo: c’è un passato da lasciare e il nuovo da ritrovare all’arrivo. Il cammino dispone l’uomo alla solitudine , al contatto con il creato in una condizione di fatica e sacrificio”.

Ascolta l’intervista don Massimo Vacchetti

L’impegno e la fatica

Sebbene la Via Mater Dei non presenti particolari difficoltà da un punto di vista tecnico, è comunque un percorso impegnativo da affrontare per i dislivelli presenti nel passaggio da un valle all’altra o nel raggiungimento dei santuari spesso collocati in posizioni sopraelevate. Tutte le informazioni sono presenti sul sito viamaterdei.it da cui è possibile anche richiedere la cartoguida con il dettaglio dell’articolato percorso.

Michele Boschi©

Michele Boschi©

L’itinerario e le tappe

Punto di partenza è il Santuario di Santa Maria della Vita a Bologna centro. Ci si lascia quindi alle spalle la città, fino a raggiungere Rastigliano. Dalla seconda tappa in poi si viene immersi in una realtà poco abitata: la bellissima Val di Zena fino a Pianoro. Il terzo step è tra i più impegnativi, ma la fatica della salita è ricompensata dallo spettacolo attorno al Santuario del Monte delle Formiche.

Gianluigi Pagani©

Gianluigi Pagani©

Tre luoghi di culto mariani a Monghidoro scandiscono invece la quarta tappa:  un percorso in cui si apprezza il paesaggio appenninico tra Campeggio, dove si trova una riproduzione fedele della Grotta di Lourdes, Madonna dei Boschi, luogo custodito dai Francescani dell’Immacolata,  e Madonna di Pompei a Piamaggio. Il punto di arrivo è Madonna dei Fornelli, nel comune di San Benedetto Val di Sambro: qui la Via Mater Dei si intreccia con la famosa Via degli Dei, lo storico percorso escursionistico tra i più battuti d’Europa che collega tra le montagne Bologna e Firenze. Merita una sosta il lago di Castel dell’Alpi, l’unico bacino naturale dell’Appennino Bolognese.  

iliana_medici©.

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Di grande fascino è la quinta tappa dove piccoli borghi si alternano a foreste di faggio e abete e si ha la possibilità di godere bellissimi scorci sui monti Cimone e Corno alle Scale. Si arriva quindi Bruscoli, in Toscana e, costeggiando le pittoresche cascate del Biscione, si raggiunge un luogo che favorisce il raccoglimento e la preghiera: il Santuario di Boccadirio. Il penultimo step passa per i borghi storici di Castiglione dei Pepoli, lungo la Via della Lana e della Seta con arrivo a Madonna della Serra, a Ripoli. Gran finale, con una tappa estremamente piacevole e gratificata dalle bellissime viste, è quello che sale verso Montovolo per poi discendere in direzione di Riola.

Liliana_medici©.

Liliana_medici©.

Ogni tappa, un traguardo

“La caratteristica della Via Mater Dei è che ogni tappa ha un traguardo. Questo – aggiunge don Massimo Vacchetti – la distingue da ogni altro tipo di pellegrinaggio. Si pensi al Camino di Santiago  in cui ogni tappa costituisce un avvicinamento alla tappa conclusiva che è appunto Santiago di Compostela. Nella Via Mater Dei ciascuna tappa invece è un traguardo: un santuario con una storia, una tradizione, un miracolo, delle vocazioni che sono nate intorno alla comunità religiosa che è lì presente. In quel traguardo ognuno ritrova un pezzo di sé”.

© Lorenza Vaccari

© Lorenza Vaccari

Lo specifico di questo cammino è che può essere percorso dall’inizio alla fine oppure se ne può scegliere un porzione in base alle disponibilità di tempo e alle capacità di ciascun camminatore. “Non è necessario essere pellegrini”, chiarisce il sacrdote: “basta essere camminatori”. A promuovere questa iniziativa nata su input del comune di San Benedetto Val di Sambro è l’Associazione Via Mater Dei, frutto di un lavoro di squadra tra la Diocesi di Bologna e la Cooperativa di Comunità Foiatonda con il supporto della Città Metropolitana di Bologna e dell’Unione Comuni dell’Appennino Bolognese.

© Federica Proni

© Federica Proni

In ogni stagione

Il periodo dell’estate è indicato per percorrere questo cammino anche in ragione della maggiore disponibilità di tempo che caratterizza le vacanze. Tuttavia proprio perché ogni tappa si conclude in una località dove vive una comunità religiosa e non in un luogo desertico, si può compiere la Via Mater Dei in ogni stagione dell’anno. Suggestivo poterlo fare nelle diverse stagioni, cogliendo così la bellezza mutevole dell’Appennino con i diversi colori e profumi che lo caratterizzano.

Liliana Medici©

Liliana Medici©

Uscire da sé

“Il nostro intento – chiarisce il direttore dell’Ufficio Diocesano – era anche quello di offrire alle comunità religiose che custodiscono questi santuari la possibilità di potersi rimettere in gioco, come invita a fare Papa Francesco: ad “uscire da sé”, da orari standardizzati di celebrazioni, per andare incontro ad una nuova tipologia di fedele che è il pellegrino. I pellegrini arrivano la sera e ripartono la mattina presto. Questo implica un’attenzione diversa anche in termini di accoglienza”.

Liliana Medici©

Liliana Medici©

Riconciliazione 

“Ogni tipo di cammino – osserva ancora don Massimo – ha anche una natura penitenziale: ci portiamo dietro un bagaglio di ferite spirituali. Il sacrificio del cammino arreca anche ferite fisiche: le vesciche, le scottature del sole, i segni dello zaino sulle spalle. Dietro questo sacrificio c’è una richiesta di redenzione, una richiesta che il male possa essere superato e vinto. È questa la ragione della gioia che si prova quando si giunge al traguardo: si percepisce che il cuore con tutte le sue guerre interiori può trovare un punto di accoglienza, di pace, di riconciliazione. L’idea della Mater Dei è anche quella di offrire a chi la compie in ogni santuario la possibilità di una riconciliazione del cuore attraverso il Sacramento della confessione”.

© Michele Boschi

© Michele Boschi

I frutti della Via Mater Dei

Il cammino ha dato in pochi anni alcuni frutti significativi nelle storie di chi vi ha preso parte:  “vocazioni che maturano e trovano chiarezza al termine di quest’esperienza o anche riscoperte di sé stessi. Mi ha colpito un giovane: lavorava abitualmente in un magazzino. Il cammino lo ha portato a scoprire la propria vocazione infermieristica, di servizio agli altri. Sembra una cosa da poco, ma è un cuore che riscopre ciò per cui è stato pensato e creato. Il guadagno vero di un pellegrinaggio, nel rapporto con la natura, con gli altri e con Dio è la riscoperta di sé stessi: vinciamo noi stessi e troviamo ciò che più ci corrisponde. La vita d’altronde – conclude don Massimo Vacchetti – è sempre un tentativo di rinascere, ripartire, ricominciare, anche in quelle situazioni che sembrano stratificate. Un uomo in cammino è un uomo che desidera sempre ripartire con un cuore nuovo e uno sguardo diverso sulla propria realtà”.



Da vaticannews.va

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