Verso la Gmg di Lisbona: la prima volta di Giorgia come volontaria a “Casa Italia”

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Anche nella capitale portoghese il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile allestirà, in una scuola delle Suore di Santa Dorotea della Frassinetti, la Casa per i 60 mila giovani pellegrini italiani, con un medico, un delegato dell’ambasciata, una cappella e un cortile per incontrarsi. Tra i volontari che accoglieranno i coetanei anche Giorgia Cozzi, 25 anni, universitaria a Padova, che ha vissuto l’ultimo anno in una fraternità. “La Gmg – dice – regala un grande desiderio di spiritualità”

Fabio Colagrande e Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Anche alla Giornata Mondiale della Gioventù numero 37, tra meno di un mese a Lisbona, i tanti giovani italiani che parteciperanno, circa 60 mila, avranno la loro casa. “Casa Italia”, punto di riferimento per tutti i giovani pellegrini della Penisola, sarà presto allestita in rua Artilharia, 1, nella scuola gestita dalle Suore di Santa Dorotea della Frassinetti, molto vicina agli eventi centrali della Gmg. Lì sarà attiva la segreteria del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile e saranno sempre presenti un medico ed un rappresentante dell’Ambasciata italiana a Lisbona. Sarà disponibile una cappella per pregare e celebrare la Messa. E ci sarà la connessione wi-fi. Come nelle ultime Gmg, Casa Italia sarà un luogo dove ritrovarsi, fermarsi a riposare, pregare, avere assistenza.

I volontari di “Casa Italia” dal presidente Mattarella

Il 13 giugno, un gruppo di volontari che animeranno Casa Italia, sono stati ricevuti in udienza al Quirinale dal presidente della Repubblica, che ha dialogato con loro per circa mezz’ora. I giovani hanno raccontato al capo dello Stato cos’è Casa Italia, e qual’è la sua funzione a Lisbona nei giorni della Gmg. Il presidente Mattarella li ha incoraggiati nel servizio che hanno scelto di svolgere per gli altri giovani e ha firmato la bandiera che sarà collocata sulla facciata di Casa Italia. Ad accompagnarli don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile, che sottolinea come un gruppo numeroso come quello dei giovani pellegrini italiani, “va accompagnato”, in modo che possa viaggiare “sapendo che esiste un punto di riferimento”.

Un'immagine delle scuole delle Suore di Santa Dorotea della Frassinetti, che ospiteranno Casa Italia alla Gmg di Lisbona 2023

Un’immagine delle scuole delle Suore di Santa Dorotea della Frassinetti, che ospiteranno Casa Italia alla Gmg di Lisbona 2023

Le novità di Casa Italia a Lisbona 2023

Questo è Casa Italia, un’esperienza nata molti anni fa: all’inizio come “centro di servizi per addetti ai lavori, un po’ alla volta si è strutturata come una casa dove molte persone si incontrano”. Probabilmente, spiega ancora il sacerdote responsabile del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile, “non è mai esistita una Casa Italia uguale all’altra, proprio perché respira del clima che si crea di volta in volta e di necessità che non sono mai le stesse”. La Casa Italia di Lisbona, ricorda don Michele, risponderà innanzitutto ad alcune necessità concrete: “Il ritiro di documentazione per i responsabili, il ritiro di materiale, una segreteria che sia anche punto dove trovare informazioni, dove sta il coordinamento degli Uffici di pastorale giovanile e soprattutto il coordinamento della Segreteria generale della Cei che è riferimento pratico per i vescovi e le diocesi”.

Il cortile di Casa Italia, un luogo di incontro

Necessità concrete che però portano le persone, racconta don Falabretti: “Capita che il responsabile di un gruppo non se la senta di lasciare i propri ragazzi e se li tiri dietro per sbrigare una pratica”. Anni fa, nelle prime Casa Italia, capitava “di vedere i ragazzi seduti sulla strada in attesa di ripartire”. “Perché non aprire un cortile?” Si sono chiesti al Servizio di pastorale giovanile. Così è un attimo, spiega il responsabile, “che, tra giovani, la sosta si traduca subito in chiacchiere, canti, una partitella con il pallone; persino in ristoro. Così alcuni uffici si sono fatti casa per accogliere i responsabili e i giovani, perché l’attesa non sia un’inutile perdita di tempo e si traduca in altri incontri da mettere nella memoria e nel cuore”.

La Gmg di Giorgia, 25 anni, volontaria per la prima volta

Anche i media troveranno posto a Casa Italia, “un luogo vivo dove parlare con le persone, prima di scriverne o di raccontarne in televisione. – spiega ancora don Michele – A Casa Italia inviteremo qualcuno dell’Ambasciata italiana a Lisbona perché ci accompagni, cercheremo un medico per le necessità di primo soccorso, ci sarà una chiesa per chi ha bisogno di pregare e una sala per gli incontri”. Un gruppo di giovani volontari, quelli ricevuti dal presidente Mattarella, ricorda don Falabretti, “si sta preparando ad animare gli spazi per accogliere le persone, un altro sta preparando il vestito per la casa: perché sia riconoscibile, certo, ma soprattutto perché chi vi passerà possa trovare il calore dell’accoglienza”. Tra di loro anche Giorgia Cozzi, 25 anni, diploma di primo livello in pianoforte e studentessa nel corso di laurea magistrale di Scienze dello spettacolo a Padova, che così ci parla di come si sta preparando all’esperienza.

Ascolta l’intervista a Giorgia Cozzi (volontaria Gmg Lisbona 2023)

Perché Lisbona? Perché hai voluto partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù del 2023?

Ho scelto di andare alla Gmg 2023 perché ho partecipato come pellegrina alla Gmg di Cracovia nel 2016 e quando mi è stato proposto di partecipare a quella di Lisbona come volontaria in “Casa Italia”, e gestire l’accoglienza dei giovani italiani, non ho saputo dire di no. Sono molto curiosa di vedere la Gmg da questo nuovo punto di vista.

A che punto della tua vita arriva questo viaggio?

L’opportunità di questo viaggio arriva in un momento bellissimo della mia vita. Si è appena concluso il mio primo anno di studi magistrali all’Università di Padova e ho trascorso questo tempo vivendo in una “fraternità”. Ho convissuto con altre nove persone con le quali ho condiviso il sentire di una vita comune, di una vita “fraternitaria”. Abbiamo condiviso molto più che le mura di un appartamento e ci siamo messi in gioco come persone. Per cui è stata un’esperienza che durante questo anno mi ha cambiata molto e mi ha permesso di vivere la bellezza dell’incontro con l’altro, della conoscenza profonda delle altre persone che vivevano con me che non sono stati semplicemente i miei coinquilini, ma i miei fratelli. Sono tuttora delle persone importantissime per me, per cui la Gmg arriva, arriva in un bellissimo momento.

Giorgia Cozzi, volontaria alla Gmg di Lisbona 2023 a "Casa Italia"

Giorgia Cozzi, volontaria alla Gmg di Lisbona 2023 a “Casa Italia”

Che valore aggiunto può dare, secondo te, una Gmg alla vita di un credente?

Nel gruppo dei volontari con cui partiremo per Lisbona ci sono alcuni veterani dai quali abbiamo ascoltato delle storie meravigliose di connessioni, amicizie create, legami che perdurano tuttora. Sia nel gruppo dei volontari, sia tra i pellegrini che hanno effettivamente abitato “Casa Italia” a Cracovia. Per cui io non posso che augurarmi con tutto il cuore di tornare a casa con le stesse storie di felicità che mi sono state raccontate. E non posso che sperare che il Papa, ancora una volta, riesca ad affidarci un messaggio di gioia, di speranza nei confronti sia della nostra comunità cristiana, sia nei confronti di questa terra che ha tanto bisogno che le coscienze si sveglino e si sensibilizzino.

Come descriveresti la situazione della Chiesa cattolica in Italia, in questo momento storico in cui tu stai partendo per una Gmg?

Questa è una domanda molto complicata e anche delicata. Io, dall’alto dei miei 25 anni (ride), ho avuto l’opportunità di vedere due volti della Chiesa. Un volto che era molto stanco, adagiato anche in una liturgia, in convenzioni che non ci provano nemmeno a stare al passo col tempo, che non si interrogano più su questioni, anche mondiali, care veramente alla comunità cristiana. Ma ho visto anche una Chiesa che mette le mani in pasta, che si spende costantemente per diffondere il messaggio d’amore di Cristo, che crede nella possibilità di cambiamento dei giovani, di una società migliore in nome di una Parola che ci unisce. Ed è proprio per questo che credo nella Gmg. Credo in questo evento, proprio alla luce del fatto che può essere un modo per seminare. E io so che la Gmg può dare grandi e bei frutti. Per cui sono speranzosa nei confronti di questa Chiesa che, anche tramite la parola di Papa Francesco, non si stanca mai di guardare, di denunciare le situazioni globali che affliggono questa terra.

Cosa ti aspetti di ricevere dall’incontro con il Papa e con tanti giovani provenienti da tutto il mondo?

Penso alla vita di un credente come a una sorta di viaggio e durante un cammino ci è richiesto di fare sacrifici, di essere alla ricerca, di sentire il desiderio comunque di contatto e di comunione con gli altri. Per questo motivo la Gmg, che racchiude tutte queste cose, credo sia un momento, un evento fondamentale per la vita di un cristiano che è fatta così tanto di corpo, di contatto, di realtà. Personalmente a me la Gmg ha regalato, anzi ha restituito, un desiderio di spiritualità che ancora niente mi aveva risvegliato. Per cui io auguro a chiunque prenda parte alla Gmg di sentire lo stesso, di sentirsi veramente in contatto, in comunione con il mondo e con i cristiani che si incontreranno durante il viaggio.



Da vaticannews.va

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