Un anno fa l’omicidio di suor Luisa Dell’Orto, una vita donata ad Haiti

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Il bene seminato dalla piccola sorella di Charles de Foucauld non si dissipa nonostante l’assassinio avvenuto il 25 giugno 2022 a Pourt-au-Prince. Tante le manifestazioni in Italia, in Francia e ad Haiti in ricordo della missionaria italiana, anima di Kay Chal, “Casa Carlo” una struttura dedicata ai bambini in difficoltà del Paese caraibico

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Senza clamore”. È la vita vissuta nell’operosità, nel dono di sé per gli altri, nell’abbandono alla volontà di Gesù quella di suor Luisa Dell’Orto, uccisa a Port -au -Prince il 25 giugno 2022. Quel “senza clamore” che stride invece con la risonanza che ha avuto la sua morte violenta e che comunque ha acceso una luce sia sulle piaghe di Haiti, sia sulla dedizione della piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucault, l’angelo dei bambini di strada, il sostegno incondizionato per i sacerdoti in formazione presso l’istituto di filosofia San Francesco di Sales. “Suor Luisa – aveva detto Papa Francesco all’Angelus del 26 giugno 2022 – ha fatto della sua vita un dono per gli altri fino al martirio”.

Una preghiera a suor Luisa per la pace ad Haiti

Una maglia bianca per ricordarla, tante celebrazioni sia nelle parrocchie di Haiti, sia a Parigi, in Francia che a Lomagna, il suo paese natale, una marcia silenziosa nel pomeriggio per le strade di Port-au-Prince con la deposizione di tre corone di fiori in alcuni luoghi simbolo come “Kay Chal”, il luogo del suo cuore, nella casa di suor Luisa e nel punto in cui è stata uccisa. “Una catena di celebrazioni – spiega Maddalena Boschetti, missionaria fidei donum ad Haiti e amica di Luisa – in occasione del primo anniversario della sua morte le messe saranno celebrate per la pace. Ricorderemo Luisa davanti al Signore chiedendo la sua intercessione per Haiti, per questa povera gente e per tutto il mondo”. Maddalena non ci sarà a Port -au –Prince, le comunità che la ospitavano si trovano in una zona troppo esposta ai rapimenti, sarebbe davvero rischioso. I sequestri ad opera delle bande sono la via più semplice per finanziare i traffici illeciti.  Ma suor Luisa c’è da sempre nelle sue preghiere quotidiane, nella sua attività con i bimbi disabili che la conoscevano. “Nessuno la dimentica – aggiunge – e non deve essere dimenticata perché ha dato la vita al Signore” soprattutto in quella morte violenta su cui ci sono silenzi ma anche, dice Maddalena, molti insabbiamenti.

Ascolta la testimonianza di Maddalena Boschetti

Madre e insegnante

Da Haiti la ricorda anche Falou St. Juste, che ha sostituito suor Luisa alla guida di Kay Chal, “Casa Carlo”, una struttura sistemata grazie ai fondi della Caritas dopo il drammatico terremoto del 2010 e che offre una valida alternativa alla strada per tanti bambini. Si trova alla periferia di Port-au-Prince, accoglie quasi 300 ragazzini offrendo assistenza, sostegno ed educazione. “Per me – racconta – è stata una madre, era sempre disponibile e disposta a tutto ma anche una donna con un grande senso dell’umorismo. Ci ha lasciato un grande insegnamento in questo anno di assenza ovvero che bisogna amare gli altri e vivere senza complessi ed ipocrisie”. La ricorda anche padre Jean Loubens Roseau, segretario dell’Istituto di filosofia, San Francesco di Sales dove suor Luisa insegnava da circa 20 anni. “Lei – racconta – è stata la mia insegnante di italiano per alcune settimane. Dovevo partire per l’Italia, nel 2007, per andare a studiare presso la Pontificia università salesiana. Da allora siamo diventati amici e collaboratori, a volte mi chiedeva di confessarla. Era un’insegnante molto competente, una persona disponibile, semplice e stretta al Signore”. Per Padre Loubens la morte di suor Luisa è stata “un’offerta per la salvezza di tanti haitiani che lei ha servito con amore”, “si è donata fino alla fine e siamo sicuri che la sua vita donata porterà frutti di conversione e di santità per tante persone”.

Ascolta la testimonianza di padre Jean Loubens Roseau

Far crescere una foresta di bene

“Senza clamore” lo ha detto la sorella di suor Luisa, Maria Adele Dell’Orto. Da un anno testimonia la forza della piccolezza di questa donna tutta protesa a dare, di lei ha parlato anche a Papa Francesco portandogli in dono delle pietre della cattedrale di Pourt-au-Prince distrutta dal terremoto del 2010; un simbolo per ricordare Luisa”. “A un anno di distanza – racconta – non mi stanco di rileggere i suoi scritti e le testimonianze di chi l’ha conosciuta e di chi l’ha incontrata dopo il suo martirio, rimanendo colpiti dalla sua storia”, Maria Adele parla di tanti segni di riconoscenza e di affetto, quasi una restituzione del bene che Luisa aveva seminato. Un bene che lei mostrava nei confronti di chi aveva attenzione per il popolo di Haiti.

Ogni giorno bisogna talmente lottare perché si realizzi un gesto minimo di rispetto e di attenzione alla persona che, quando ho letto la convinzione e la forza per questo impegno di aiuto per noi, le lacrime sono spuntate negli occhi. conferma e speranza che ciò che ha senso è il fermo instancabile lavoro di formazione e di educazione dell’uomo, svolto nel silenzio. Ma non sono necessari grandi discorsi per capirsi, basta guardarsi in faccia e poi ritornare all’umile e perseverante lavoro quotidiano, capace di far crescere una foresta di bene, anche se una pianticella che cade fa rumore.

Suor Luisa con sua sorella Maria Adele nel 2018

Suor Luisa con sua sorella Maria Adele nel 2018

In questo scritto di Luisa, aggiunge Maria Adele, c’è “la sua profondità di vicinanza con ognuno di noi che condividevamo la sua vita”. “Nel suo cuore c’era il desiderio di dare a tutti Gesù, come diceva Charles de Foucauld, per questo che contava sulla forza delle nostre preghiere”. Proprio la preghiera era la sua radice, “il fondamento della solidarietà e della comunione”. Alcuni suoi studenti, in occasione del primo anniversario, hanno raccolto dei ricordi e dei pensieri, uno tocca in particolare: “Chiediamo perdono a Sorella Luisa Dell’Orto, perdono per Haiti, perdono per tutti gli haitiani e per ogni haitiano. Dove sei, dove sarai con il tuo Dio prega per noi”.

Ascolta la testimonianza di Maria Adele Dell’Orto

Photogallery

Istantanee della piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld



Da vaticannews.va

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