Tra cultura, fede e devozione. Riaprono i Musei di Sant’Antonio

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Un patrimonio culturale e di devozione finalmente di nuovo aperto al pubblico. E’ il complesso museale della Pontificia Basilica di Sant’Antonio a Padova che, chiuso da novembre scorso a causa dell’emergenza Covid-19, in questi giorni è tornato ad aprire le porte nel rispetto delle norme di sicurezza.

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

Museo Antoniano, Oratorio di San Giorgio, Scuola del Santo: tre siti, un unico biglietto per godere tesori artistici realizzati nei secoli per la Basilica del Santo a Padova. Il Museo Antoniano, vera e propria stanza delle meraviglie: custodisce al suo interno dipinti, sculture, gessi, paramenti sacri, arazzi, oreficerie. Tra questi si segnalano autentici capolavori come la  lunetta ad affresco di Andrea Mantegna, le tarsie lignee quattrocentesce, la preziosa Navicella di arte orafa tedesca del Cinquecento, le pale d’altare di Tiepolo, Carpaccio e Piazzetta o un raro paramento liturgico tessuto a Lione nel Settecento.

(Archivio Messaggero Sant'Antonio)

(Archivio Messaggero Sant’Antonio)

Donatello e gli ex-voto

Nel Museo inoltre è possibile ammirare la mostra permanente dedicata a “Donatello al Santo”: fotografie, calchi in gesso e pannelli informativi offrono la possibilità al visitatore di vedere da vicino i capolavori che il celebre artista fiorentino realizzò a Padova per il Santo. Spazio anche alla devozione popolare con una sezione espositiva dedicata agli ex-voto donati alla Basilica dai fedeli come ringraziamento delle grazie ricevute da sant’Antonio.

(Archivio Messaggero Sant'Antonio)

(Archivio Messaggero Sant’Antonio)

Tra Medioevo e Rinascimento

All’interno dell’Oratorio di San Giorgio, appena dotato di un nuovo sistema illuminotecnico immersivo, è possibile ammirare gli affreschi di Altichiero da Zevio, testimonianza di come a fine Trecento a Padova la lezione di Giotto fosse assimilata ed elaborata. Infine la Scoletta del Santo, prestigiosa sede dell’Arciconfraternita di sant’Antonio, è scrigno di pregevoli opere d’arte nate per educare alla vita cristiana  attraverso gli insegnamenti e le esperienze di vita e di apostolato di Antonio. E’ grande l’emozione di chi entra nella Sala Priorale che custodice un meraviglioso ciclo di dipinti rinascimentali, tra cui spiccano quelli di Girolamo Tessari, Bartolomeo Montagna, Jacopo da Verona, Domenico Campagnola, Antonio Buttafuoco, e i tre realizzati da Tiziano Vecellio nel 1511: un’anteprima della sua geniale pittura e momento d’inizio del Rinascimento della pittura veneta. 

(Archivio Messaggero Sant'Antonio)

(Archivio Messaggero Sant’Antonio)

Una visita in sicurezza

L’orario di visita ai tre siti è dal martedì al venerdì (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18). Gli ingressi sono contingentati e, a differenza di quanto accadeva nel periodo pre-pandemico, non saranno consentiti durante il fine settimana. 



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