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Tensione nell’area Nato: jet russi intercettati vicino all’Alaska e in Lituania

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Proseguono gli sconfinamenti di aerei militari di Mosca nello spazio dell’Alleanza: la Lituania fa levare in volo caccia sui cieli della vicina Lettonia . Il Cremlino avverte: “Se venissero abbattuti nostri velivoli sarebbe guerra”

Paola Simonetti  – Città del Vaticano

Si fanno sempre più concreti i timori che il conflitto sconfini oltre il territorio dell’Ucraina, dopo l’ennesima violazione da parte di Mosca dello spazio aereo della Nato: l’ultimo episodio nei cieli dell’Alaska dove sono stati intercettati 4 jet russi. Si è trattato, secondo i vertici militari statunitensi, di due bombardieri strategici a lungo raggio e due caccia avanzati, velivoli militari, si sottolinea, “rimasti nello spazio aereo internazionale, senza sconfinare in quello sovrano americano o canadese”. Gli Stati Uniti gettano acqua sul fuoco, sottolineando che “questa attività russa si verifica regolarmente e non viene considerata una minaccia”.

Le reazioni in Europa 

La Lituania invece ha fatto decollare i caccia dell’Allenza atlantica, in risposta ai 5 aerei militari russi che hanno sorvolato lo spazio aereo nei pressi della Lettonia, mentre la Polonia “invita i cittadini polacchi rimasti in Bielorussia a lasciare immediatamente il suo territorio”. A riferirlo l’ambasciata polacca a Minsk, stando a quanto riporta la Tass, secondo cui queste raccomandazioni sono state formulate in relazione all’aggravarsi della situazione al confine tra i due Paesi e agli arresti ritenuti arbitrari di cittadini polacchi”. Gelida la reazione del Cremlino che per bocca dell’ambasciatore russo a Parigi avverte: “Se la Nato abbattesse un solo dei nostri jet sarebbe guerra”.

Gli Usa: “E’ ora di dire stop”

Il presidente Usa, Donald Trump, dal canto suo ribadisce di essere molto deluso dall’omologo russo, Vladimir Putin e intima “è il momento di fermarsi”. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intanto, si dice pronto a fare un passo indietro in caso di tregua, ma aggiunge di aver chiesto agli Usa un nuovo sistema d’arma che costringerebbe Putin a sedersi al tavolo dei negoziati e di aver ricevuto il sostegno esplicito della Casa Bianca a colpire le infrastrutture energetiche e l’industria bellica russa.



Dal sito Vatican News

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