Parrocchia San Michele Arcangelo

«Sosteniamo le famiglie e le madri per sostenere la natalità e il futuro del Paese»

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Francesco Belletti, 63 anni, direttore Cisf

Alla Camera si sta discutendo il disegno di legge unitario promosso dalla ministra Elena Bonetti, Family act la nuova legge che unifica tutte le misure sulla famiglia degli ultimi anni, fatte finora in modo spezzettato e settoriale. E il Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia) è stato ascoltato in audizione informale presso la Commissione affari sociali della Camera. Ne parliamo con il direttore del Cisf, Francesco Belletti.

Cosa ne pensa del Family Act?

«È il primo tentativo – dopo il piano nazionale sulla famiglia del 2012 – di costruire un piano politico organico, dove la famiglia fa parte dell’agenda del Paese come una delle priorità di sviluppo e non come un malato da assistere».

Su cosa è stato ascoltato il Cisf?

«C’erano quattro punti specifici sull’assegno unico che riguardano la realtà di questa misura perché non sia solo simbolica; il primo è che dipenderà dall’entità del sostegno e dal fatto che sia tendenzialmente universalistico. Quindi che faccia la differenza tra chi ha scelto di avere un figlio e chi no (equità orizzontale). L’ambizione dell’assegno unico è molto alta perché è quella di cancellare tutte le misure sin qui esistenti e concentrarle in un unico strumento».

Soldi che per la prima volta vengono messi nelle tasche delle famiglie?

«Restituire risorse economiche spendibili è un segnale di fiducia nei confronti delle famiglie e del loro senso di responsabilità. D’altra parte sono sicuro che le famiglie dedicheranno ai propri figli le risorse che arriveranno, anche perché la maggior parte delle famiglie oggi non può permettersi di spendere quello che vorrebbe o che sarebbe necessario per i propri figli».

Altri temi?

«La questione Isee: bisognerà vigilare perché il costo dei figli venga adeguatamente riconosciuto. Il rapporto Cisf del 2009 stimava in circa 300 euro al mese il costo per il puro mantenimento di un figlio. È quindi un punto di riferimento per valutare la congruità dell’assegno che verrà erogato».

Ulteriori nervi scoperti su cui le legge intende mettere mano?

«La cura della prima infanzia (0-2 anni): in alcuni Regioni l’offerta di servizi di custodia è molto bassa ed è urgente intervenire. Poi sostenere i percorsi previdenziali e lavorativi delle madri: l’Inps propone degli sgravi fiscali alle madri al rientro al lavoro; come Cisf abbiamo proposto almeno un anno di contributi figurativi per ogni figlio. Sostenere specificamente le madri significa promuovere la natalità che è una delle urgenze riconosciute universalmente per il nostro Paese».

Cosa manca di importante in questo DDL?
«Pur dando atto del tentativo di organicità di questo disegno di legge a nostro parere per parlare di famiglia non si può non parlare di intergenerazionalità. Chiediamo di tenere conto del fatto che sempre più spesso i carichi di cura e di educazione dei figli si intersecano, all’interno delle famiglie, con carichi di accudimento e caregiving degli anziani. Pertanto sarebbe importante che in particolare le misure di conciliazione previste nella legge possano essere riviste e ampliate in un’ottica “intergenerazionale” nelle funzioni di cura delle famiglie, chiamate a occuparsi dei figli ma anche degli anziani più fragili e non autosufficienti».

 



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Origine Famiglia Cristiana