Siria, a Bruxelles la Conferenza dei donatori

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Ieri e oggi, in modalità virtuale, si svolge a Bruxelles la Conferenza internazionale sulla Siria organizzata da Unione Europea e Nazioni Unite. Appello di tre agenzie Onu per aiutare le vittime del conflitto. Intervista al professore Luigi Bonanate

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Sostenere la Siria stremata dopo 10 anni di violenze e prestare aiuto ai rifugiati siriani. La comunità internazionale si incontra in modalità virtuale a Bruxelles per il quinto anno consecutivo: l’obiettivo è raccogliere più di 10 miliardi di dollari per la risposta umanitaria nel Paese e nella regione. Circa 80 le delegazioni partecipanti, di 50 Stati e diverse Ong, istituzioni finanziarie e agenzie internazionali. Nell’intervista a Vatican News, Luigi Bonanate, docente di Relazioni internazionali all’Università di Torino, parla di situazione spaventosa in Siria e ricorda la conferenza organizzata nel 2005 dall’Onu, il World Summit, “in cui – sottolinea – si sosteneva il principio del ‘duty to protect’ (dovere di proteggere). Gli Stati hanno il dovere di intervenire laddove la situazione sia come quella siriana, anche al di là dei confini giuridici, della sovranità, della richiesta o meno di un governo di intervenire”. Sui risultati che la Conferenza in corso a Bruxelles produrrà, poi, aggiunge: “Mi auguro fortissimamente che qualcosa migliori, ma ho la netta sensazione che il cammino sia lungo”.

Ascolta l’intervista a Luigi Bonanate:

L’appello dell’Onu

Oggi in Siria, almeno 24 milioni di persone hanno bisogno di assistenza nel Paese e nei Paesi della regione. Per questo, i responsabili delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, gli Affari Umanitari e i Rifugiati (Unchr) lanciano un appello ai donatori internazionali, per rafforzare e sostenere profughi e sfollati interni siriani, le cui vite e la cui sopravvivenza dipendono dagli aiuti umanitari. Ocha (Ufficio Onu per gli Affari Umanitari), Unhcr e Undp (Programma dell’Onu per lo Sviluppo), in un comunicato congiunto, avvertono come con l’impatto del Covid-19, giunto ad aggravare una situazione già drammatica, non ci sia tregua per i civili in Siria, che si trovano ad affrontare fame e povertà crescenti, continui spostamenti e attacchi armati. I Paesi confinanti ospitano la maggior parte (4 su 5) dei siriani costretti a fuggire dalle proprie case, in quella che rimane la più grande crisi di rifugiati del mondo.

Ieri riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Intanto, ieri sulla Siria si è svolta in modalità virtuale anche una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha sollecitato “a smettere di aspettare e adottare un approccio diverso, con azioni per aiutare davvero i siriani”. Perché, ha denunciato, il modo di gestire la crisi adesso “non è giustificato, è inefficace, indifendibile e ha come conseguenza un aumento della sofferenza dei siriani”. Blinken ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti al popolo siriano, per un cessate il fuoco a livello nazionale e per l’accesso senza ostacoli che consenta agli operatori umanitari di raggiungere le comunità vulnerabili in tutto il Paese.



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