Sinodo, diffuso l’elenco dei partecipanti

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Presentata in Sala stampa vaticana la lista dei nomi che compongono l’Assemblea generale che si terrà in Vaticano in ottobre. Due donne tra i Presidenti delegati. Salgono a 12 i Delegati Fraterni. Il cardinale Grech: abbiamo garantito la massima rappresentatività ma l’assise resta pur sempre un Sinodo dei vescovi, quindi è salvaguardata la dimensione episcopale

Antonella Palermo – Città del Vaticano

“Abbiamo cercato di includere una rappresentanza di tutto il popolo di Dio”: così il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, tra coloro che hanno presentato questa mattina, in Sala stampa vaticana, l’elenco dei partecipanti alla XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. Con lui, i sottosegretari suor Nathalie Becquartmonsignor Luis Marín de San Martín, e uno dei due segretari speciali dell’assise don Riccardo Battocchio, rettore dell’Almo Collegio Capranica, presidente dell’associazione teologica italiana. 

Garantire la massima rappresentatività

Il criterio guida nel formulare una lista, spiega il cardinale Grech, è stato di garantire ‘un misto’, una varietà (in quanto a carismi, vocazioni, esperienza ecclesiale, età, Paese di provenienza). Oltre ai rappresentanti dalle varie Conferenze episcopali del mondo e ai delegati delle Chiese orientali cattoliche, ci sono poi i membri di nomina pontificia. Da un elenco di 140 persone proposte dagli organismi continentali, il Papa ha scelto 70 fedeli non vescovi (tra cui cinque consacrate e cinque consacrati). Sono stati selezionati soprattutto in virtù della loro partecipazione a vario titolo al processo sinodale e sono per metà uomini e per metà donne. “La ‘rappresentanza’ è una qualità densa – dichiara don Giuseppe Bonfrate, ordinario di Dogmatica alla Gregoriana, uno dei presidenti delegati – che non potrebbe comprendersi senza sentirsi parte di quell’effervescenza di Spirito Santo che, nell’unione a Cristo e a tutto il genere umano, è la sacramentalità, al cui genere il Concilio Vaticano II associa la Chiesa”.

Due donne tra i Presidenti delegati

“Al Sinodo per l’Amazzonia – ricorda suor Becquart – le donne erano il dieci per cento dell’assemblea, stavolta sono molte di più, sono la metà tra i Membri non vescovi”. Una delle novità è la presenza di due donne tra i Presidenti delegati, coloro cioè che presiedono l’Assemblea del Sinodo in nome e per autorità del Pontefice quando egli non è presente. María de los Dolores Palencia Gómez, di 74 anni, messicana, della Comunità di Vita Cristiana, è nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Lione. Il suo ministero si è concentrato su educazione, pastorale delle periferie, Comunità Ecclesiali di Base, pastorale indigena, migrazioni. “Nel mio camminare con i migranti – sottolinea – ho imparato molto da loro, l’impulso di un sogno che genera libertà, gioia, capacità di rischio, solidarietà reciproca e resilienza”. Poi c’è suor Momoko Nishimura, Missionaria delle Serve del Vangelo della Misericordia di Dio. Ha tradotto in giapponese l’enciclica Fratelli Tutti e ha fatto parte dell’équipe di discernimento e scrittura dell’Assemblea sinodale continentale asiatica a Bangkok, in Thailandia.  

Aumentato il numero dei Delegati Fraterni

Saranno 12 i Delegati Fraterni, che rappresentano altre Chiese e comunità ecclesiali. In passato erano 8. Anche questa è una novità che sta a sottolineare la dimensione ecumenica che si vuole dare all’evento. I nominativi non sono ancora stati resi pubblici, ma gli organizzatori assicurano che entro qualche giorno sarà diffusa anche la lista che riguarda costoro. Ci sono inoltre gli Invitati Speciali, che partecipano all’Assemblea ma non alle decisioni. Tra loro si nota il nome di Luca Casarini, leader no-global, di “Mediterranea Saving Humans”. Ancora, figurano i nomi degli Esperti e dei Facilitatori: i primi (periti) partecipano come invitati ma non sono membri del Sinodo, cooperano con i Segretari in forza delle loro specifiche competenze. Gli altri hanno invece il compito di agevolare lo scambio nei cosiddetti Circoli minori. 

L’ampliamento della composizione non cambia la denominazione del Sinodo

Anche dal “Sinodo digitale” è stato selezionato un rappresentante, aggiunge il cardinale Grech, il quale precisa di aver chiesto al Dicastero Laici e Famiglia di proporre anche il coinvolgimento di alcune persone disabili, a ulteriore prova di un intento di inclusività massima. Tra i giornalisti al briefing si levano domande riguardanti l’eventualità che – proprio tenendo conto di quella che potrebbe essere considerata una caratterizzazione ‘laica’ del Sinodo – la stessa denominazione dell’evento possa modificarsi. Grech risponde sgombrando da qualunque malinteso a questo proposito: “Il Sinodo dei Vescovi rimarrà tale nella dicitura. I vescovi hanno un ministero fondante, sono la guida del popolo di Dio loro affidato”. E fa notare che di fatto gli incontri continentali erano anche assemblee ecclesiali in cui si sono potute esprimere le varie istanze del popolo di Dio, appunto. “C’è da salvaguardare il carattere espiscopale del Sinodo, non si può trasformarlo in qualcosa di diverso”, chiosa.

L’Assemblea sinodale non esaurisce la sinodalità della Chiesa

A rimarcare questo aspetto è, ai nostri microfoni, anche il teologo don Riccardo Battocchio che, peraltro, dice di vedersi coinvolto in un momento “entusiasmante” per la vita della Chiesa. “Nella Chiesa esistono diversi processi sinodali e diverse strutture sinodali – precisa – che genericamente possono appunto essere definite sinodali. Questa è l’Assemblea del Sinodo dei vescovi. È un momento, non l’unico, in cui i vescovi esprimono la loro resposanbilità. Certo è che l’Assemblea sinodale non esaurisce la sinodalità della Chiesa”. Aggiunge che “la teologia non vive di se stessa ma vive della fede del popolo di Dio che nasce dall’accoglienza libera, piena e consapevole del vangelo, così come è vissuto dalla tradizione della Chiesa e così come è tutelato anche dagli interventi del magistero, per la fede di tutti. La teologia ha il compito di aiutare a tutelare la fede di tutti cercando di rispondere alle domande che nascono dal presente, di articolare un linguaggio che permetta non tanto una comunicazione di tipo pubblicitario ma quella interlocuzione con il pensiero, con la vita delle persone che abitano questo mondo e questo tempo, in modo che nel cambiamento ci sia un legame con l’origine che guarda però sempre al futuro. Se ci saranno degli ‘scossoni’, l’importante sarà affrontarli insieme, affinché siano momento di vita e non di morte”. 

Dal Mozambico, una giornalista per la Commissione di informazione

L’attenzione ai giovani è stata fin dall’inizio una preoccupazione spiccata da parte degli organizzatori i quali hanno previsto la partecipazione di un paio di giovani per continente. A livello italiano, segnaliamo, tra gli altri esperti, Erica Tossani, di Caritas ambrosiana. Intanto, dal Mozambico giunge la Segretaria della Commissione per l’informazione del Sinodo. È Sheila Leocadia Pires, giornalista, del team di coordinamento della celebrazione del Giubileo d’oro del Comitato episcopale panafricano per le comunicazioni sociali. Affiancherà il prefetto Paolo Ruffini, del Dicastero per la Comunicazione. “Non sono sicura di essere la prima donna a essere nominata in una posizione del genere, ma certamente, come donna africana del Mozambico che vive e serve la Chiesa in Sudafrica, penso che Papa Francesco stia dando un buon segno a tutte le donne del Sud globale, specialmente in Africa”, afferma. 



Da vaticannews.va

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