Putin offre alla Wagner l’arruolamento nell’esercito

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Il presidente russo si è rivolto ieri in tv alla nazione per dire che gli ammutinati non sono riusciti a spaccare la Russia e che sono falliti i tentativi “criminali” di creare disordine interno al Paese. Intanto le forze ucraine hanno attraversato il fiume Dnipro e riconquistato il territorio sulla riva sinistra, in provincia di Kherson, aprendo la strada a una possibile avanzata verso la Crimea

Marco Guerra e Luca Collodi – Città del Vaticano

“Ringrazio quei soldati e comandanti del Gruppo Wagner che hanno preso l’unica decisione giusta: non hanno commesso spargimento di sangue fratricida, si sono fermati all’ultimo momento”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un messaggio rivolto alla Nazione ieri sera, lunedì 26 giugno. Sono le prime parole pubbliche dopo la giornata di sabato scorso che ha visto gli uomini della Wagner marciare fino a 200 km da Mosca, facendo paventare il rischio di una guerra civile. Il presidente russo ha posto tre condizioni ai miliziani di Wagner: “Oggi hanno l’opportunità di continuare a servire la Russia firmando un contratto con il Ministero della Difesa o altre forze dell’ordine, o tornare da parenti e amici. Chi vuole può andare in Bielorussia”.

Usa: c’è una lotta interna alla Russia

Putin ha poi osservato che la stragrande maggioranza dei combattenti e dei comandanti della Wagner sono patrioti russi, devoti al loro popolo e al loro Stato, che lo hanno dimostrato con il loro coraggio sul campo di battaglia. “Una ribellione armata sarebbe stata comunque soppressa”. Gli avversari di Mosca, secondo Putin, “si sono fregati le mani, sognando di vendicarsi dei loro fallimenti al fronte e durante la cosiddetta controffensiva, ma hanno calcolato male”. Putin ha anche espresso gratitudine al presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, per i suoi sforzi e il contributo alla risoluzione pacifica della situazione. Quello che sta succedendo a Mosca, sottolinea il presidente americano Joe Biden, è parte di una lotta interna al sistema russo. Noi, ha proseguito, “abbiamo messo in chiaro che Stati Uniti e Nato non sono coinvolti”. 

Truppe ucraine attraversano il Dnipro

Intanto sul terreno gli ucraini hanno stabilito una testa di ponte sulla riva sinistra del fiume Dnipro vicino a Kherson, sul lato occupato dalle truppe russe. Lo riferiscono numerose fonti non confermate, secondo le quali le forze di Kyiv avrebbero approfittato delle debolezze della posizione difensiva della Russia dopo il sabotaggio all’inizio di questo mese della diga di Kakhovka, che ha inondato una vasta area nel sud del Paese.

Zelensky: stiamo avanzando

Nella terza settimana di controffensiva i soldati ucraini avanzano anche nell’Est del Paese ma molto lentamente, finora hanno liberato 130 chilometri quadrati, un territorio molto esiguo se si considera che equivale a poco più della metà della superficie dell’Isola d’Elba. Gli analisti hanno più volte evidenziato le difficoltà di Kyiv ad affrontare un terreno pianeggiante fortificato e minato dai russi che martellano le truppe nemiche con l’artiglieria. Mostra però ottimismo il presidente ucraino Volodymir Zelensky che ieri ha visitato le truppe nel Donetsk: “Stiamo avanzando in tutte le direzioni”, ha dichiarato nel suo discorso notturno.

 

 

 



Da vaticannews.va

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