Amicizia, Coraggio, attrazione della fede e del silenzio. I giovani, una messicana, una italiano e un americano, interrogano il Papa. Per chiedergli come trovare una fede genuina, come la fede possa aiutare a costruire il futuro, come trovare il coraggio per scelte radicali e significative, come fare per incontrare veramente il Signore ed essere certi della sua presenza anche in mezzo alle difficoltà».
Cala il silenzio quando il Papa comincia a parlare. Sono tutti attenti alle sue parole. «Le relazioni con altre persone sono indispensabili per ciascuno di noi», dice Leone. E li incoraggia a cercare legami veri. Cita la Christus vivit, di papa Francesco per dire che «tra le molte connessioni culturali che caratterizzano la nostra vita, internet e i media sono diventati “una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza”». Questi strumenti, aggiunge, «risultano però ambigui quando sono dominati da logiche commerciali e da interessi che spezzano le nostre relazioni in mille intermittenze». Ancora papa Francesco «ricordava che talvolta i “meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo”. Ci sono algoritmi che ci dicono cosa dobbiamo pensare. «Allora le nostre relazioni diventano confuse, sospese o instabili. Quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, strumento di mercato, merce a sua volta. Solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita buona». Anche se secoli fa, al tempo di Sant’Agostino, non c’era questo sviluppo tecnologico, lui coglieva «il profondo desiderio del nostro cuore» verso questa amicizia. «Anche lui è passato attraverso una giovinezza burrascosa: non si è però accontentato, non ha messo a tacere il grido del suo cuore. Cercava la verità che non illude, la bellezza che non passa. Come l’ha trovata? Come ha trovato un’amicizia sincera, un amore capace di dare speranza? Incontrando chi già lo stava cercando: Gesù Cristo. Come ha costruito il suo futuro? Seguendo Lui, suo amico da sempre». L’amicizia con Gesù è la nostra stella popolare», dice il Papa. E richiama Pier Giorgio Frassati, che sarà canonizzato il 7 settembre, che scriveva «vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma vivacchiare». E conclude la prima risposta ricordando che «l’amicizia può davvero cambiare il mondo, l’amicizia è una strada per la pace».
E sul come scegliere, Leone dice che «non si tratta solo di scegliere qualcosa, ma qualcuno». Rispondendo a Gaia sottolinea che «quando scegliamo, in senso forte, decidiamo chi vogliamo diventare». E il coraggio per scegliere viene anche dalla consapevolezza che non siamo noi che abbiamo scelto di venire al mondo. «Abbiamo ricevuto la vita gratis, senza sceglierla! All’origine di noi stessi non c’è stata una nostra decisione, ma un amore che ci ha voluti». Per essere liberi, spiega, «occorre partire dal fondamento stabile, dalla roccia che sostiene i nostri passi. Questa roccia è un amore che ci precede, ci sorprende e ci supera infinitamente: l’amore di Dio. Perciò davanti a Lui la scelta diventa un giudizio che non toglie alcun bene, ma porta sempre al meglio. Il coraggio per scegliere viene dall’amore, che Dio ci manifesta in Cristo. È Lui che ci ha amato con tutto sé stesso, salvando il mondo e mostrandoci così che il dono della vita è la via per realizzare la nostra persona. Per questo, l’incontro con Gesù corrisponde alle attese più profonde del nostro cuore, perché Egli è l’Amore di Dio fatto uomo». Ripete le parole di Giovanni Paolo II, che «venticinque anni fa, proprio qui dove ci troviamo» disse: «È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare». La paura allora «lascia allora spazio alla speranza». Parla di scelte radicali, piene di significato come il matrimonio, l’ordine sacro, la consacrazione religiosa che esprimono «il dono di sé, libero e liberante, che ci rende davvero felici. Troviamo la felicità quando impariamo a donare noi stessi, donare la vita per gli altri». Queste scelte danno senso alla nostra vita, trasformandola a immagine dell’Amore perfetto, che l’ha creata e redenta da ogni male, anche dalla morte. Dico questo stasera pensando a Maria, ventenne, spagnola e Pascale, «entrambe hanno scelto di venire a Roma» in pellegrinaggio e sono morte. Leone, particolarmente colpito chiede di pregare anche per le loro famiglie e le loro comunità e anche per la saluta di «un ragazzo spagnolo, Ignazio Gonzales che è stato ricoverato al Bambino Gesù».

