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Papa Francesco, la sfida degli imprenditori “portati a mettere a tacere i propri ideali”

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Papa Francesco durante una udienza
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group

L’imprenditore cristiano vive oggi “conflitti di coscienza nelle decisioni quotidiane,” stretti tra “la necessità imposta di conquistare mercati, aumentare la produttività, ridurre i ritardi, ricorrere agli artifici della pubblicità, incrementare i consumi” e dall’altra quella di rispondere “ad esigenze sempre più urgenti di giustizia sociale, per garantire a ciascuno la possibilità di guadagnarsi da vivere dignitosamente”. Papa Francesco tratteggia così il dramma degli imprenditori cristiani, in una udienza concessa a giovani imprenditori francesi in pellegrinaggio a Roma.

Da qui, la domanda di Papa Francesco: “Come vivere questi conflitti nella serenità e nella speranza, mentre l’imprenditore cristiano è a volte portato a mettere a tacere le proprie condizioni e i propri ideali?”

Papa Francesco nota che “non è facile, nel quotidiano, conciliare le esigenze della fede e l’insegnamento sociale della Chiesa con le necessità e i vincoli imposti dalle leggi del mercato e della globalizzazione”. Il Papa però sottolinea che “i valori evangelici che volete attuare nel dirigere le vostre aziende, come pure nelle molteplici relazioni che intrattenete nel quadro delle vostre attività, sono l’occasione di una genuina e insostituibile testimonianza cristiana”.

Papa Francesco sottolinea che “non è mai stato facile essere cristiani e avere gravi responsabilità” e che “il fatto di prendere le distanze dal mondo – in ciò che è contrario a Dio e alla sua volontà –; il fatto di voler trasformare questo mondo e salvarlo con Cristo, talvolta può portare al martirio, come attestano San Pietro e San Paolo”.

Ma San Pietro e Paolo dimostrano che il messaggio del Vangelo, “apparentemente debole rispetto alle potenze mondane del potere e del denaro, non è un’utopia”.

Da qui il dramma degli imprenditori di cristiani, che devono fare profitti anche per “la sopravvivenza delle aziende, delle persone che vi lavorano e delle loro famiglie”, e allo stesso tempo sono chiamati a garantire buone “condizioni di lavoro, salari, offerte di impiego e alla loro stabilità, nonché alla protezione dell’ambiente”.

Papa Francesco sottolinea che “i laici si aspettino dai sacerdoti luce e forza spirituale”, ma senza pensare che “i loro pastori siano sempre esperti a tal punto che, ad ogni nuovo problema che sorge, anche a quelli gravi, essi possano avere pronta una soluzione concreta, o che proprio a questo li chiami la loro missione”.

Piuttosto, i laici devono assumere “la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana”, dice Papa Francesco, e rimanda all’analisi fatta nella Laudato Si della situazione del mondo e di alcuni sistemi che regolano attività economiche – valutazione, aggiunge, che “può sembrare a volte severa”, che suscita “un grido di allarme per il deterioramento della nostra casa comune, come pure davanti al moltiplicarsi delle povertà e delle schiavitù che conoscono oggi innumerevoli esseri umani”.

Certo, ammette Papa Francesco, ci si può sentire impotenti di fronte alle sfide del mondo attuale, ma quello degli imprenditori è “un ruolo essenziale da svolgere. Perché, anche in maniera modesta, in alcuni cambiamenti concreti di abitudini e di stile, sia nelle relazioni con i vostri collaboratori diretti, o meglio ancora nella diffusione di nuove culture aziendali, vi è possibile agire per cambiare concretamente le cose e, a poco a poco, educare il mondo del lavoro a uno stile nuovo”.

In questo modo si opera “una conversione”; processo lento all’apparenza, “l’unico che consente progressi reali, se attuato con convinzione e determinazione mediante azioni concrete”.

Papa Francesco sottolinea che nessuna conversione, nemmeno quella ecologica, può essere separata dalla “conversione spirituale”, e per questo invita nella vita personale a vivere una rinnovata spiritualità, perché “le decisioni che dovrete prendere nelle vostre occupazioni non potranno che risultare più libere e più serene, e voi stessi ne trarrete maggiore pace e gioia”.





Fonte: http://www.acistampa.com/