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Padre Bartolomeo Angeloni, un autentico francescano a Roma

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Padre Bartolomeo Angeloni
Foto: pubblico dominio

A Piazza Argentina, a Roma, è possibile visitare la chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco. Questo luogo di culto, per anni, è stato retto dai Padri cappuccini della Provincia Picena. Ed uno dei religiosi che tanto si è dato da fare per restituire il tempio alla partecipazione dei fedeli è stato padre Bartolomeo da San Severino Marche.

Ricordare quest’uomo è tenere viva l’immagine di un autentico francescano: povero, allegro e disponibile. Sempre pronto a fare del bene ed a darsi da fare pur di essere di aiuto ai fedeli che si affacciavano alla porta della chiesa per una qualche necessità spirituale o materiale.

Nel necrologio, scritto dai confratelli, si apprende che fu ”un religioso tutto in positivo, ansioso di consumarsi per il bene della chiesa e delle anime”. Mai parole furono più vere.

Enrico Angeloni, questo il suo nome civile, nacque a San Severino Marche il 30 marzo 1915 da una famiglia che aveva nella fede quella risposta concreta alle difficoltà del quotidiano. Giovanissimo, sentendo dentro di se l’amore alla vita cappuccina, entrò nel seminario serafico di Cingoli (1926). Novizio a Camerino (1931) nel quale emise la prima professione religiosa, mutando il nome secondo le consuetudini cappuccine per essere ordinato, dopo quattro anni di Studio teologico a Loreto,  il 9 luglio 1939. La professione solenne, come frate minore,  che lo legò per sempre alla famiglia francescana la emise il 5 aprile 1936 ad Ancona.

Stimato dai superiori viene scelto per lo studio del Diritto canonico all’Università Gregoriana nella quale il 14 dicembre 1944 discusse una tesi di laurea, avente ad oggetto I Privilegi lauretani: uno studio storico e giuridico. Questa venne pubblicata, nel 1951, facendo ottenere il Dottorato al giovanissimo Padre Bartolomeo.

Alieno alle lodi ed alla carriera, rientrò nella propria Provincia monastica, nella quale fu insegnante nel liceo di Montefiore Conca, superiore in diverse comunità come quella di Jesi e professore di Diritto canonico nello studentato di Loreto.

Nel 1965 venne inviato a Roma, con diversi incarichi, tra i quali dal marzo del 1974 diviene rettore della chiesa della Stimmate. In tale compito, assunto con l’umiltà del francescano e la laboriosità che sempre lo contraddistinguerà, si diede da fare nell’alimentare la vita spirituale dei fedeli che vi passavano. Confessioni, celebrazioni ed una totale disponibilità, contraddistinguevano il proprio operato. In questa veste, inoltre, si operò per ristrutturare, non solo spiritualmente, ma anche architettonicamente la struttura che, per molti anni,  era stata chiusa  in attesa di un restauro.

Viste le sue buone doti intellettuali, il 30 dicembre 1975, venne nominato Consultore della Congregazione dei sacramenti. In tale attività, dimostrò la sua profonda preparazione giuridica, unita ad un innato buon senso. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un autentico religioso dedito solo al bene della Chiesa.

Il 3 ottobre 1994 morì all’Ospedale Fatebenefratelli di Roma dopo una triste e lunga, malattia che ha saputo affrontare con una encomiabile forza di volontà ed un’ autentica fede.

Padre Bartolomeo Angeloni è stato un ottimo religioso ed un ardente figlio di San Francesco. Nella sua esistenza è vissuto incarnando, sul serio, questa spiritualità. I suoi voti religiosi sono stati quella risposta, coerente e responsabile, alla chiamata francescana che conduce l’uomo a Dio, con la semplicità della vita e l’amore al Cristo.

Dopo la sua morte, nella sua stanza, non trovarono nulla di personale. Questo francescano ha vissuto una povertà illuminata e gioiosa, fidandosi della Provvidenza che mai abbandona i propri figli. Sempre sereno, la sua testimonianza rimane un canto di amore al Padre che insieme al Serafico Padre San Francesco, avrà accolto fra le sue braccia questo religioso.





Fonte: http://www.acistampa.com/