Oxfam: il Covid ha reso più gravi le disparità tra ricchi e poveri

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“Il virus della disuguaglianza”, è il tema del rapporto presentato dall’ organizzazione non governativa, in occasione dell’apertura del Forum di Davos, dal quale emerge che a causa del Covid, per la prima volta in un secolo, si potrebbe registrare un aumento del divario economico tra ricchi e poveri contemporaneamente in quasi tutti i Paesi

Marina Tomarro – Città del Vaticano

Il Covid aumenta le disuguaglianze e ad esserne maggiormente colpite sono le donne.  E mentre le mille persone più ricche del mondo hanno recuperato, in appena nove mesi, tutte le perdite che avevano accumulato per l’emergenza coronavirus, i più poveri per riprendersi dalle catastrofiche conseguenze economiche della pandemia, potrebbero impiegare più di dieci anni. Questo il punto principale evidenziato dal rapporto Oxfam dal titolo: “Il virus della disuguaglianza”.

Il testo elabora i dati aggiornati sui patrimoni e sui redditi, confrontandoli tra loro. Ad esempio prende in esame il caso dei primi dieci super ricchi del mondo che hanno visto aumentare i loro fondi di 540 miliardi di dollari dall’inizio della pandemia: una somma che sarebbe più che sufficiente – denuncia l’Oxfam –  a pagare il vaccino per tutti gli abitanti del pianeta.

Un divario sempre più profondo

Oxfam ha realizzato anche un sondaggio globale su 295 economisti in 79 Paesi nel quale si rafforzano le previsioni di un maggiore divario tra ricchi e poveri. La stessa Banca Mondiale prevede che in assenza di un azione adeguata da parte dei vari governi, entro il 2030, oltre mezzo miliardo di persone vivranno in povertà, con un reddito inferiore a 5,50 dollari al giorno. La ripresa per chi era in difficoltà già prima del Covid, spiega la Ong nel rapporto, sarà dura e lunga, già prima che il virus colpisse la metà dei lavoratori nei Paesi più vulnerabili versava in condizione di povertà e i tre quarti della forza lavoro non godeva di alcuna forma di protezione sociale, come l’indennità di malattia e i sussidi di disoccupazione.

I più colpiti dalla pandemia

Ma virus ha anche acuito le disuguaglianze economiche, sociali, razziali e di genere preesistenti. In particolare le donne, che rappresentano oltre il 70% della forza lavoro impiegata in professioni sanitarie o lavori sociali e di cura, sono più esposte sia per la sanità sia per la tutela del reddito. Oxfam mette poi in risalto che il Covid uccide anche in modo disuguale. I brasiliani di ascendenza africana hanno il 40% di probabilità in più di morire di coronavirus rispetto alla popolazione bianca; negli Stati Uniti, 22.000 cittadini afroamericani e latino-americani sarebbero ancora vivi se il loro tasso di mortalità fosse stato uguale a quello dei bianchi.

Le soluzioni possibili

Ma il rapporto cerca anche di trovare delle soluzioni per rendere meno profonde queste divisioni. Tra le proposte quella di una tassa temporanea sugli extra-profitti maturati da 32 multinazionali durante la pandemia e che avrebbe generato 104 miliardi di dollari nel 2020, un ammontare di risorse equivalente a quello necessario per garantire, nei Paesi a medio e basso reddito, indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori e supporto finanziario per bambini e anziani. 

“Il rapporto – spiega Elisa Bacciotti, responsabile campagne Oxfam – intende mostrare la necessità di una ripresa post Covid con sistemi economici più equi che permettano,  non solo alle persone più povere del nostro pianeta ma anche alla grande maggioranza di tutti noi, di poter soddisfare i bisogni necessari, senza disuguaglianze e accedendo ai servizi sanitari, educativi, e sociali che si sono rivelati molto importanti per combattere prima di tutto la crisi sanitaria e anche quella economica che si è rivelata forte ed inaspettata”

Ascolta l’intervista a Elisa Bacciotti, responsabile campagne Oxfam



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