Nel segno del dialogo tra tutti i figli di Abramo

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L’Alto Comitato per la Fratellanza Umana sottolinea in una nota il valore delle tappe di Papa Francesco a Ur e Najaf: un ulteriore passo in avanti di dialogo col mondo musulmano dopo la Dichiarazione di Abu Dhabi

Gianluca Biccini – L’Osservatore Romano

Un viaggio storico, importante non solo per l’Iraq, ma per il mondo intero, nell’ottica della promozione dei valori contenuti nel Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Così definisce, elogiandola, la visita di Francesco appena conclusa in terra irachena l’Alto comitato per la fratellanza Umana (Hchf), l’organismo interreligioso per l’attuazione dei principi contenuti nella dichiarazione firmata ad Abu Dhabi dal Papa e dal Grande imam di Al-Azhar il 4 febbraio 2019.

Attraverso un comunicato rilasciato l’8 marzo dalla capitale degli Emirati arabi uniti, l’Hchf rimarca l’importanza dei quattro giorni trascorsi dal vescovo di Roma nelle città di Baghdad, Najaf, Erbil, Mosul, ma in particolare si sofferma sull’incontro interreligioso svoltosi a Ur.

Proprio nei luoghi del profeta Abramo, infatti, il Pontefice si è ritrovato insieme con appartenenti all’ebraismo, al cristianesimo e all’islam, ad altri credenti e a persone di buona volontà per rilanciare i valori della fratellanza umana. Ed è ancora più significativo che questo appuntamento conclusosi con una “preghiera dei figli di Abramo” fosse stato preceduto dalla cordiale visita — anch’essa senza precedenti — al Grande ayatollah Sayyd Ali Al-Husayni Al-Sistani, nella sua residenza nella città sacra di Najaf.

L’apertura di un dialogo con il leader della comunità sciita irachena, segna infatti un ulteriore passo in avanti nel cammino di dialogo con il mondo musulmano intrapreso da Francesco sul fronte sunnita con il Grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb.

Il cardinale Ayuso Guixot: per una cultura dell’inclusione

Papa Bergoglio mira a «promuovere il dialogo culturale e una cultura della convergenza e dell’inclusione, in modo che tutti nelle nostre società possano godere della pace nella loro vita indipendentemente dalla razza, cultura o religione», commenta il cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot. Il porporato comboniano, che era nel seguito papale in Iraq come presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, presiede anche l’Alto comitato per la Fratellanza umana e ne rappresenta una delle voci cattoliche.

Da parte sua, il giudice Mohamed Abdelsalam, segretario generale dell’Hchf, a lungo stretto collaboratore di Al-Tayyeb, ritiene che il Papa con il suo viaggio abbia voluto mettere in luce la diversità religiosa e culturale dell’Iraq e della regione, e come questa diversità potrebbe servire a raggiungere la pace e la coesione tra le varie comunità. Inoltre, aggiunge, Francesco ha anche portato il potente messaggio che il mondo intero dovrebbe sostenere le vittime di guerre ed estremismo senza abbandonarle in nessuna circostanza. Infine annuncia che l’Alto comitato preparerà uno studio su questa visita con l’auspicio che ne possano scaturire programmi a beneficio di tutti gli iracheni.

Anche per il professor Mohamed al-Mahrasawi, presidente dell’Università Al-Azhar e membro dell’Hchf, il viaggio del Pontefice ha portato guarigione alle ferite dell’Iraq dopo anni di guerre e distruzioni, grazie ai suoi ripetuti appelli alla tolleranza e alla convergenza sui valori di cittadinanza e convivenza tra tutti gli iracheni e tutti i popoli della regione, e rappresenta la migliore risposta all’odio e all’estremismo che hanno provocato molte vittime e milioni di sfollati innocenti.

Contrastare i messaggi di odio

Infine il membro emiratino dell’Alto comitato,  Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente del Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi, si sofferma sulla ferma volontà del Papa di portare a compimento  la visita nonostante i timori legati alla sicurezza e alla pandemia, la quale riflette la sua convinzione  di dover applicare nella concretezza del quotidiano i principi della fratellanza umana, poiché — chiarisce — il viaggio stesso ha incarnato i valori del  “Documento” di Abu Dhabi, dimostrando nella pratica quello che la fratellanza umana può fare per contrastare i messaggi  di divisione, di odio e di estremismo.

E non ha voluto far mancare la propria voce l’artefice dell’incontro che nella capitale degli Emirati arabi uniti portò alla firma della “Dichiarazione” sulla fratellanza umana, il principe ereditario Mohamed Bin Zayed. Esprimendo  «sincere congratulazioni per la storica visita di Papa Francesco»,  con un tweet sul proprio account sottolinea: «ammiriamo molto gli sforzi di Sua Santità per rafforzare l’unità e l’amicizia, ed è nostra speranza che questo segnerà una nuova era di pace e prosperità per il popolo iracheno».



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