Migranti, al Consiglio Europeo Polonia e Ungheria bloccano l’accordo

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Nel vertice in corso a Bruxelles, nella notte i leader dei 27 Paesi non hanno trovato una mediazione sulle conclusioni, per la parte che riguarda le migrazioni, a causa dell’opposizione di Varsavia e Budapest. L’Italia e gli altri Paesi spingono per la conferma del patto dell’8 giugno, approvato a maggioranza dai ministri dell’Interno. Il confronto è rimandato a questa mattina di venerdì 30 giugno

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Nessun accordo sulle migrazioni al Consiglio europeo di Bruxelles. Il premier polacco Mateusz Morawiecki e quello ungherese Viktor Orban contestano il nuovo Patto approvato l’8 giugno in Lussemburgo dai ministri dell’Interno dell’Unione Europea a maggioranza qualificata. Chiedono che il ricollocamento e il reinserimento dei migranti resti su base volontaria, mentre l’accordo prevede una solidarietà obbligatoria e quindi sanzioni per i governi che non accettano di aiutare i Paesi di primo ingresso.

Adottate le conclusioni su Ucraina, sicurezza e difesa

La discussione è proseguita nella cena di lavoro fino oltre l’una del mattino, quando i leader Ue hanno deciso di non adottare le conclusioni per la parte che riguarda la migrazione e di rimandare il confronto su questo tema a questa mattina, insieme alla discussione sul tipo di relazioni da tenere con la Cina, l’economia e le relazioni esterne. Hanno adottato invece le conclusioni su Ucraina, sicurezza e difesa. Varsavia e Budapest invocano la decisione all’unanimità, gli altri 25 propongono di limitarsi a “prendere nota” della lettera inviata ai leader dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che elenca i passi avanti compiuti sinora. Perdendo così la possibilità di registrare veri progressi.

Prima dello stop, i commenti sull’accordo di Meloni e Scholz

Prima dello stallo nella notte, la premier italiana Giorgia Meloni, al suo arrivo al summit, aveva commentato positivamente la bozza delle conclusioni del Consiglio europeo, nelle quali “ci sono le posizioni dell’Italia”, così come i 12 miliardi in più per la migrazione nel bilancio Ue, “un ottimo punto di partenza soprattutto se quelle risorse si concentrano sul Mediterraneo”. “Siamo davvero riusciti a cambiare il punto di vista, anche col contributo di altre nazioni — aveva detto Meloni — dall’annosa divisione tra Paesi di primo approdo e Paesi di movimenti secondari a un approccio unico che risolve i problemi di tutti: la dimensione esterna”. E il cancelliere tedesco Olaf Scholz si era detto “molto felice dell’accordo”. 

Nuovi salvataggi e sbarchi a Lampedusa

Nella notte intanto, al molo Favarolo dell’isola di Lampedusa, sono sbarcati anche i 41 migranti che viaggiavano sulla stessa barca di ferro dei 13 recuperati in acqua, a poca distanza dalla costa, dalla motovedetta della Guardia di Finanza. E se 450 persone hanno lasciato ieri l’hotspot dell’isola, diretti a Porto Empedocle, nella struttura d’accoglienza di contrada Imbriacola ci sono ancora 2.768 migranti.



Da vaticannews.va

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