Maturità, oggi la prima prova anche per i ragazzi del Bambino Gesù

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Gli esami hanno inizio oggi, mercoledì 21 giugno, nel nosocomio vaticano grazie al progetto “Scuola in ospedale”, avviato quasi 50 anni fa. I docenti sono itineranti e svolgono la loro attività prevalentemente accanto al letto dei ragazzi oppure, per piccoli gruppi, in spazi comuni dedicati nei reparti. Ad inizio mese, quelli di Terza Media. La dottoressa Lucia Celesti: “Al centro c’è il giovane paziente, la flessibilità dei docenti è fondamentale”

Andrea De Angelis – Città del Vaticano 

“Diversi, ma non troppo”. Definisce così gli esami di Terza Media e di Maturità dei pazienti del Bambino Gesù la dottoressa Lucia Celesti, responsabile del servizio della scuola in ospedale. “I contenuti sono ovviamente gli stessi, sono diverse le modalità che prevedono il cosiddetto ‘insegnante mobile’, dunque l’esame viene costruito intorno allo studente”, spiega intervenendo in diretta a Radio Vaticana con Voi. La voce della dottoressa è carica di entusiasmo e ripete più volte il suo augurio ai pazienti maturandi di “poter prendere voti altissimi”.  

La flessibilità dei docenti

Nell’anno scolastico che si conclude sono stati oltre 4 mila i ragazzi seguiti dalla scuola del Bambino Gesù. Una piccola percentuale di loro sostiene ora gli esami in reparto. “Quest’anno sono stati dodici coloro che hanno svolto l’esame di Terza Media. Avendo quasi 50 anni questa esperienza è strutturale all’interno dell’ospedale”, sottolinea Celesti. “In sostanza – prosegue – ogni paziente che resta per lungo tempo ricoverato vede garantito il proprio percorso scolastico”.

“In queste ore iniziano gli esami di Maturità per quattro ragazzi ricoverati con patologie serie, in attesa di trapianto, che non possono lasciare l’ospedale per sostenere l’esame. Mentre nella scuola il centro è costituito dal professore con la classe, qui – rivela – al centro vi è il giovane paziente attorno a cui ruotano diversi specialisti”. In un simile contesto “gli orari delle lezioni sono subordinati a quelli delle terapie, la flessibilità è fondamentale, mentre i contenuti sono gli stessi”. Gli esami sono perciò “validi a tutti gli effetti”. 

Un’esperienza di vita

Nell’illustrare questi giorni così significativi, la dottoressa ripete l’importanza di non dimenticare che “questi studenti si sono preparati e si stanno preparando in situazioni difficili. Una simile esperienza diventa parte fondamentale del bagaglio culturale di ciascuno di loro, il fatto di passare attraverso disagi così importanti porta ad avere una sensazione di quella che veramente è la vita che li accompagnerà per sempre”. Cita allora un esempio: “In uno dei temi dei ragazzi di Terza Media, quest’anno Matteo ha scritto che era un ragazzo spensierato ed ora si trova ad affrontare la vita. Questo fa la differenza”. 

Un progetto iniziato quasi 50 anni fa

L’esperienza della “Scuola in Ospedale” è nata nella sede del Gianicolo del Bambino Gesù nell’anno scolastico 1975/76. Oggi nelle sedi del Gianicolo, di Palidoro e Santa Marinella i ragazzi possono frequentare le lezioni della loro classe d’età, dalle elementari fino al liceo grazie ai docenti provenienti dagli Istituti Comprensivi Virgilio (Roma), Fregene-Passoscuro e Pietro Maffi (Palidoro) e dai licei Virgilio di Roma e Vittorio Colonna di Palidoro. Nella scuola in ospedale i docenti sono itineranti e svolgono la loro attività prevalentemente al letto dei ragazzi oppure, per piccoli gruppi, in spazi comuni dedicati nei reparti. In accordo con la scuola di appartenenza dei pazienti, vengono individuati percorsi personalizzati e per i bambini e ragazzi lungodegenti si provvede alle normali procedure di valutazione, scrutini ed esami, come quelli di terza media svolti in questi giorni. 

La normalità delle lezioni

La possibilità di continuare il percorso scolastico anche quando si è ricoverati è parte integrante della cura di bambini e ragazzi. Ai giovani pazienti costretti a rinunciare a tanti aspetti della propria età, viene risparmiato il disagio di perdere il contatto con i propri coetanei e di rimanere indietro nella formazione culturale. Nella “normalità” dell’accesso alle lezioni e dell’interazione con i docenti si rafforza la volontà di guarigione e si consolida l’equilibrio psico-fisico dei giovani. 



Da vaticannews.va

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