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Lectio del 16-11-2018

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Zaccheo, un capo dei pubblicani e un ricco.

E’ un appaltatore benestante che riscuote tasse in un importante centro doganale di frontiera.

Egli, secondo la mentalità corrente ha tutto: potere e denaro.

Può dirsi un “uomo arrivato”. Ha fatto carriera. Potrebbe accontentarsi.

Il suo desiderio di vedere Gesù è sorprendente. Che cosa lo avrà spinto a ricercare l’incontro con lui?

Solo la curiosità?

Fosse solo questa anch’essa tuttavia nasconderebbe sicuramente una inquietudine e una insoddisfazione.

Si rendeva conto che il potere e il denaro non gli procuravano la pienezza del vivere, la gioia e la serenità che per fortuna non si era stancato di ricercare.

Zaccheo sente il desiderio di andare oltre, di non arrestarsi, di non accontentarsi del meno.

Probabilmente tante volte avrà pensato al significato della vita, al suo perché, al suo come… ln una parola: era insoddisfatto.

Non gli bastavano più discorsi fatti e ripetuti, scontati. I discorsi fatti dai “sapienti” farisei o dagli amici ricchi e potenti…

Ma non sa neppure lui cosa cercare e dove cercare… si accorge che non basta la sola intelligenza, l’esperienza, la cultura… perché egli sta cercando la vita!

E cerca di vedere Gesù. Vuole vedere Gesù.

Di lui gli saranno giunte alle orecchie parole strane e inaspettate: beati i poveri… i miti… gli afflitti… gli affamati di giustizia… Parole per lui inconsuete.

Ma forse proprio per questo affascinanti, nuove, diverse. Chi sarà colui che afferma queste cose? E… se fosse proprio lui quello che cerco? Un dubbio (il valore di un dubbio!).

Nonostante tutto egli non riesce a vedere Gesù.

Esistono tra lui e Gesù delle barriere:

–              la folla

–              la sua piccola statura.

Quella gente che lo ossequia, che lo teme, ora è un ostacolo al suo desiderio.

Fino a quel momento non si era accorto di quanto poteva essere un impaccio al suo cammino.

Il suo desiderio rischia a causa di essa di restare inappagato. 

Si rende conto che non gli è possibile vedere Gesù se non staccandosi dalla folla, correndo avanti, e cercando un appiglio su cui poter aggrapparsi per ovviare alla propria statura carente, e un sicomoro fa proprio al suo caso. Zaccheo dunque corre avanti, sale su un sicomoro.

Gli impedimenti lo hanno reso ancor più determinato. C’è in gioco la sua vita.

Non gli importa ora di offrirsi al ridicolo, o di preoccuparsi di quello che … avrebbero detto di lui. Si rende conto che egli deve creare delle condizioni perché l’incontro avvenga.

E non bisogna perder tempo perché Gesù sta passando e chissà se capiterà ancora un’occasione come questa! Zaccheo ha trovato un modo per rendere possibile I ‘incontro.

Ora non deve far altro: l’iniziativa non è più in mano sua.

Egli ha fatto tutto il necessario.

Ed ecco Gesù alza lo sguardo verso di lui.

E’ l’incontro tra il desiderio di Zaccheo e quello di Gesù. Oggi devo fermarmi a casa tua.

Oggi: (semeron) indica il momento della salvezza, (kairòs) che è giunto anche per lui pubblicano e peccatore. Devo: (dèi mee meinai) indica la volontà di Dio, alla quale Gesù si adegua per adempiere l’opera per cui è stato mandato: perché nulla vada perduto!

Fermarmi: (meìnai) questo “restare” che sta ad indicare il desiderio di una amicizia, di una comunione e relazione personale.

A casa tua: ricevere il Cristo nella propria “casa”, o “entrare nel suo Regno” sta sempre ad indicare lo stesso e unico mistero di una unione vicendevole.

Da questo incontro scaturisce per Zaccheo una vita nuova: in fretta scese e l’accolse con gioia.

Fretta: è il kairòs, momento irripetibile, che non si deve lasciar sfuggire.

Gioia: ha scoperto finalmente la realtà che può riempire la sua vita.

Ha finalmente toccato con mano la salvezza: è entrata proprio in casa sua.

Ormai non è più quello di prima.

Come segno di conversione egli si impegna a ridonare il quadruplo, egli sceglie dunque il di più. Non gli basta più accontentarsi del meno.

Gesù è divenuto il punto di riferimento della sua vita.

Zaccheo voleva vedere Gesù: lo voleva così tanto che questo desiderio attirò l’attenzione di Gesù.

Il desiderio è l’inizio di tutto: là dove è il tuo tesoro, là c’è anche il tuo cuore (Mt. 6, 21).

Ogni cosa nella nostra vita inizia con il desiderio, dal momento che desideriamo ciò che amiamo, ciò che ci definisce.

Sappiamo Che Zaccheo amava il denaro, e per sua stessa ammissione sappiamo che non ha avuto scrupoli nel rubarne agli altri.

Zaccheo era ricco e amava le ricchezze, ma dentro di sé scoprì un altro desiderio, voleva qualcosa d’altro, e questo desiderio divenne il perno di tutta la sua vita. L’invito della Chiesa, del vangelo e di Cristo ci provoca a desiderare altro, a non accontentarci, a cercare dentro di noi ciò a cui teniamo di più.

Desiderio: e tutto ritorna senza confini, nuovo, pieno di significato.

Il piccolo uomo, basso di statura e con lo sguardo rivolto ai desideri terreni, cessa di essere piccolo.

E’ il primo passo verso quella misteriosa casa che ogni essere umano, consapevolmente o meno, attende e desidera.