La sonda della Nasa “Providence” su Marte nel segno di Guglielmo Marconi

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Lo sbarco è previsto per giovedì sera in Italia. L’obiettivo è quello di cercare prove di forme di vita nel passato e raccogliere campioni del suolo. Per la prima volta si cercherà anche di volare dalla superficie di un altro pianeta. Fratel Bob Macke della Specola Vaticana: spero che nel futuro ci sia la possibilità di sbarcare sul pianeta rosso. Su Marte anche il nome di Guglielmo Marconi

Michele Raviart – Città del Vaticano

È tutto pronto per l’atterraggio su Marte della sonda della Nasa “Providence”, partita sette mesi fa dalla Florida, che ha il compito di raccogliere campioni di terreno e analizzare la superficie del pianeta rosso alla ricerca di acqua e della possibilità di forme di vita nel passato. La sonda, quinto veicolo robotico inviato sul pianeta dalla Nasa e il terzo in poche settimane dopo quelli di Emirati Arabi Uniti e Cina, proverà ad atterrare nel cratere Jezero, che una volta era un lago ed è circondato da altri crateri più piccoli.

“Sette minuti di terrore”

Finora tutto è andato secondo i piani prestabiliti con la sonda che attraverserà l’atmosfera marziana a 19 mila chilometri all’ora e dopo circa sette minuti rallenterà per l’atterraggio, previsto per le 21.55 italiane di questa sera. Sarà quello il momento cruciale della missione. “Sette minuti di terrore” li ha definiti Jennifer Trosper, vicedirettore del progetto per la Nasa, in cui non sarà possibile nessun intervento umano a causa degli undici minuti di ritardo nelle comunicazioni.

Il primo volo dalla superficie di Marte

L’obiettivo è raccogliere tra i trenta e i quaranta campioni del suolo con la speranza di recuperarli in una successiva missione su Marte. Rispetto al rover “Curiosity”, atterrato su Marte nel 2012, “Providence”, è considerata un passo avanti nella tecnologia essendo un robot “più forte, più capace e con migliori prestazioni sul campo”. La particolarità di questa missione è che, insieme con la sonda, ci sarà anche un piccolo elicottero, “Ingenuity”, che per la prima volta cercherà di volare nell’atmosfera di un pianeta extraterrestre. “Si tratta di una sfida prevalentemente tecnologica”, spiega fratel Bob Macke, planetologo della Specola Vaticana. “Ingenuity”, infatti, “è un piccolo strumento di meno di due chili, che, se funziona, sarà una prova della possibilità di volare su Marte”. Tuttavia, spiega “ci sono tante difficoltà, perché l’atmosfera di Marte è molto rarefatta, con l’1% della pressione rispetto alla Terra”. Si pensa, però, che sia sufficiente “per voli molto brevi – 90 secondi a non più di pochi metri dalla superficie-, ma se si alzerà in volo”, sottolinea fratel Macke, “sarà la prima volta nella storia che si volerà sulla superficie di un altro pianeta”.

Ascolta l’intervista a Bob Macke della Specola Vaticana

L’esperimento per produrre ossigeno

In dotazione di “Providence” ci saranno anche numerosi strumenti, alcuni usati per la prima volta, che ci aiuteranno a conoscere meglio il pianeta a noi più vicino. “C’è uno strumento che sarà usato per controllare il tempo meteorologico”, spiega ancora il planetologo della Specola Vaticana, mentre un altro “cercherà di produrre ossigeno dall’atmosfera di Marte per creare forse in futuro un clima idoneo all’insediamento umano. C’è poi un radar che analizzerà il pianeta sotto la superficie, uno strumento con spettrometri a raggi ultravioletti e a raggi X e anche un microfono per ascoltare l’atmosfera di Marte”.

Guglielmo Marconi su Marte

A rendere idealmente più vicine le comunicazioni della Santa Sede a questa missione su Marte, c’è anche il nome di Guglielmo Marconi, creatore nel 1931 della Radio Vaticana. Il suo nome sarà infatti presente in una parte della memoria del computer di “Perseverance”, associato allo Science Park Guglielmo Marconi di Santa Marinella, museo alle porte di Roma, che raccoglie materiale storico sull’inventore Nobel per la Fisica nel 1909 e che ha spesso partecipato alle iniziative dell’agenzia spaziale americana. “Per confermare la nostra partecipazione la Nasa ci ha inviato una lettera accompagnata da un biglietto aereo, solo che invece che su un aeroplano saliremo sul rover Perseverance”, spiega il professor Livio Spinelli, delegato per il Comune di Santa Marinella al Museo Marconi.  È come se Marconi, il cui contributo scientifico nello studio delle microonde è decisivo anche per le esplorazioni spaziali, viaggiasse su Marte, sottolinea ancora Spinelli. Marconi, ricorda, “fece a suo tempo degli esperimenti radio dalla Torre Eiffel su Marte per trasmettere e ricevere le onde e addirittura speravano di avere un collegamento con qualcuno che potesse rispondere ai segnali inviati dalla Terra”.

Ascolta l’intervista al professor Livio Spinelli

Il saluto alla Nasa di Elettra Marconi

“Ho appreso con piacere che sul rover Perseverance della Nasa in arrivo su Marte c’è il nome di mio padre, Guglielmo Marconi, e dello Science Park di Santa Marinella. Ringrazio l’Agenzia spaziale americana”, ha commentato la figlia del grande inventore Elettra in un messaggio sul sito del parco. “Il capitano Neil Armstrong”, aggiunge, ricordando l’incontro con il grande astronauta “disse a me e a mia madre che senza la radio di Marconi non saremmo mai andati sulla Luna”.

Ascolta il messaggio di Elettra Marconi

Il futuro delle esplorazioni

Esplorare e interagire con il pianeta rosso rimane infatti una delle aspirazioni dell’uomo e lo scopo finale di queste esplorazioni.“Spero che nel futuro ci sia la possibilità di sbarcare su Marte, ma è un ambiente molto duro e molto pericoloso”, ribadisce fratel Bob Macke, “ma il sogno di tutta la fantascienza è quello di arrivare un giorno sulla superficie del pianeta e creare la possibilità per viverci e l’esperimento di creare ossigeno dall’atmosfera fa parte di questo sogno”. Parallelamente continuano le ricerche per capire se Marte abbia ospitato qualche forma di vita primitiva in passato. “Per adesso non c’è nessuna prova che ci sia stata vita nel passato, ma c’è stata l’acqua!”, ribadisce il planetologo. “Quasi ogni missione ha scoperto nuove fonti d’acqua nel passato e l’acqua è la cosa più importante per la vita, come sappiamo. Si dice infatti ad ogni missione spaziale: per trovare la vita si deve cercare l’acqua, e su Marte c’era tanta acqua e anche oggi sotto la superficie forse c’è ancora!” “La Specola Vaticana – conclude – come tutto il mondo, guarda alla missione con interesse e vuole vedere i risultati degli esperimenti. Personalmente spero che gli esperimenti producano risultati nuovi, che aumentino la nostra conoscenza del pianeta Marte”.



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