La migliore è una prof di IRC

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Da qualche settimana Maria Raspatelli è la migliore prof del mondo: si è infatti aggiudicata a Nuova Delhi (India) l’edizione 2022 del Global Teacher Award, il riconoscimento che premia ogni anno i docenti più creativi e innovativi tra 110 paesi del mondo. La notizia ci piace tanto e per più ragioni.
Innanzitutto perché è una bella notizia da dare e, di questi tempi, non è poco.

Da qualche settimana Maria Raspatelli è la migliore prof del mondo: si è infatti aggiudicata a Nuova Delhi (India) l’edizione 2022 del Global Teacher Award, il riconoscimento che premia ogni anno i docenti più creativi e innovativi tra 110 paesi del mondo. La notizia ci piace tanto e per più ragioni.
Innanzitutto perché è una bella notizia da dare e, di questi tempi, non è poco.
Seconda ragione: perché finalmente si parla di scuola, troppo cenerentola nei progetti degli adulti, mentre è la strada maestra del futuro dei ragazzi e del paese e, di una strada maestra, si dovrebbe mettere bene a fuoco la direzione prima di discutere sull’etichetta da applicare ai cartelli.
Terza: perché riguarda una donna, Maria Raspatelli, e riguarda una coppia. Maria ha vinto a sua insaputa, iscritta alla competizione dal marito, Antonio Curci con la complicità della preside del liceo Panetti di Bari. Lo stesso marito, cosa più unica che rara, ha vinto lo stesso premio l’anno scorso, ma con un progetto che portano avanti insieme e ha quindi desiderato che anche la moglie ricevesse lo stesso riconoscimento per condividerne equamente l’orgoglio oltre che la fatica e l’impegno. Perché – secondo le interviste rilasciate dalla stessa vincitrice – “Io non mi sarei iscritta, sono abbastanza timida”. Il progetto in questione è quello di radio Panetti, la radio della scuola dove insegna. Non una novità in sé, ma “la radio spacca – ha dichiarato la prof. – tanto è vero che siano l’unica radio in Italia che non solo non paga la Siae ma che la Siae, scoperto chi siamo e come operiamo, sostiene come sponsor”. La radio è nata sedici anni fa; partita con una decina di studenti ne ha oggi oltre ottanta, trasmette 24 ore su 24, trasmette musica ma segue anche con dirette quanto accade in città, la vita delle associazioni e le attività del comune che a volte espressamente richiede la loro copertura. D’estate i ragazzi fanno corsi immersivi “summer camp” con giornalisti professionisti. Un bel modo per introdurli in una professione, impegnarli concretamente, lasciarli smanettare sui social in maniera costruttiva. Tanto è vero che lo slogan della radio è “Radio Panetti. Un altro modo di fare scuola” (www. radiopanetti.it). Non è tutto qui.
Quarta ragione del gradimento: Maria Raspatelli è una prof di religione (Irc). Laureata in Filosofia ha poi conseguito l’abilitazione per l’insegnamento della religione cattolica e, se pure richiesta come insegnante nella materia di laurea, ha preferito continuare nella strada scelta perché maggiormente le apre la via del dialogo e di un rapporto più profondo con i ragazzi. E’ certo una prof moderna e alternativa ma è anche una prof che non abbondona né la Bibbia (con i suoi allievi sta mettendo a fumetti il Libro di Ester) né la discussione in classe dei temi che l’attualità propone, dall’ambiente-creato alla bioetica: fine e inizio vita, eugenetica, aborto. Obiettivo: dare un metodo per articolare pensieri fondati su solide basi e ragionamento e non su slogan pescati chissà dove nel grande mare del web.
Quinta e ultima ragione: in un mondo che sembra non conoscere più cosa sia l’Avvento e che percepisce l’arrivo del Natale dalle confezioni di panettone al supermercato, che pure si adombra se lo sfolgorio di luci e regali si annuncia in questo 2022 in tono minore a causa di guerra, crisi energetica e ridotta capacità di spesa, notizie come questa ci ricordano come, anche grazie ai prof di Irc come Maria (per la cui formazione nella nostra Diocesi si è aperto ai laici anche il Seminario), c’è ancora chi semina senso tra i giorni altrimenti tutti uguali e in balia di un calendario di feste votate al consumo. Solo chi divulga la lieta Novella – sacerdote, religioso/a o laico/a che sia – ci ricorda che Natale non è un cellophane dorato con un fiocco rosso ma un Bambino che nasce. E anche quest’anno sarà lo stesso Bambino, non sminuito da crisi e guerra, capace di portare a chi la vuole la stessa immensa luce e la stessa possibilità di Salvezza.





Da agensir.it

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