Italia. Il futuro governo istituisca il Ministero della pace

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E’ quanto chiede Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovani XXIII – fondata da don Oreste Benzi – in una nota in cui ribadisce: “La pace va sostenuta, curata, pianificata e organizzata”

Isabello Piro – Città del Vaticano

“In questo momento in cui il Paese deve mettere in atto ogni sforzo per ricomporre i conflitti sociali e politici acuiti dalla pandemia, auspichiamo che nell’agenda politica del governo che si formerà ci sia l’istituzione del Ministero della pace”. Per questo, la Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, la campagna “Ministero della pace, una scelta di governo” per far sì che l’Italia abbia, primo Paese in Europa, un organismo ufficiale addetto alle politiche di pace, sia all’interno che all’esterno dei confini nazionali. 

Sostenuta, curata, pianificata    

La richiesta arriva con una nota a nome di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovani XXIII, in cui si ribadisce che  “La pace va sostenuta, curata, pianificata e organizzata”.  Al contempo, la Comunità esprime “grande soddisfazione” per la decisione dell’attuale esecutivo di revocare, e non solo sospendere, le autorizzazioni per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, usati poi nella guerra in Yemen. “Ora l’Italia non è più complice del massacro di oltre diecimila civili morti nel conflitto”, conclude la nota di Ramonda.

Yemen, triste esempio di guerra e dolore

Tra i Paesi stremati dai conflitti, anche lo Yemen. La guerra, iniziata nel 2015, vede contrapposte le forze degli Huthi, di stanza a Sana’a, alleate con le truppe fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh, e gli uomini vicini al governo di Abd Rabbuh Mansur Hadi, con sede ad Aden, sostenuto da Riad e dalle potenze occidentali. Oggi il Paese è il più povero del mondo arabo: secondo le ultime stime, infatti, si contano 4 milioni di sfollati e 20 milioni di persone prive delle cure mediche di base. Allarme anche per la malnutrizione che si prevede arriverà a toccare 5 milioni di abitanti entro il prossimo giugno.

Il dolore del Papa per il Paese arabo

Lo Yemen è stato spesso al centro dei pensieri di Papa Francesco: all’Angelus del 1.mo gennaio di quest’anno, ad esempio, il Pontefice ha espresso “dolore e preoccupazione per l’ulteriore inasprimento delle violenze nello Yemen che sta causando numerose vittime innocenti”. Di qui, la preghiera “affinché ci si adoperi a trovare soluzioni che permettano il ritorno della pace per quelle martoriate popolazioni. Fratelli e sorelle, pensiamo ai bambini dello Yemen, senza educazione, senza medicine, affamati. Preghiamo insieme per lo Yemen”. La medesima esortazione il Papa l’aveva lanciata nel Messaggio Urbi et Orbi di Natale 2020, invitando i fedeli a “volgere lo sguardo  ai troppi bambini che in tutto il mondo, specialmente in Siria, in Iraq e nello Yemen, pagano ancora l’alto prezzo della guerra. I loro volti scuotano le coscienze degli uomini di buona volontà, affinché siano affrontate le cause dei conflitti e ci si adoperi con coraggio per costruire un futuro di pace”.



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