In Etiopia, nuovi accordi con le banche per finanziare le microimprese degli ultimi

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Ad Addis Abeba è stato da poco firmato un accordo tra la rete inter-congregazionale sostenuta dal Global Solidarity Fund e due banche locali, che forniranno servizi di microcredito a gruppi di sfollati interni, migranti “di ritorno” e rifugiati, per avviare un’attività in proprio. Banche inserite nel progetto Tila, nato nel 2021 da una collaborazione tra il Ministero etiope del Lavoro e Competenze e la Fondazione MasterCard, per sostenere la microimprenditorialità di 42 mila persone vulnerabili

Alessandro Di Bussolo – Addis Abeba (Etiopia)

Il progetto pilota del Global Solidarity Fund ad Addis Abeba, avviato a fine 2020, in collaborazione con un consorzio di congregazioni religiose femminili e maschili, coordinato dall’arcidiocesi, sta riuscendo ad inserire nel mondo del lavoro molti sfollati interni, migranti “di ritorno” e rifugiati da altri Paesi africani. Non solo perché assunti nelle aziende della capitale etiopie, diventate collaboratrici del progetto, ma anche perché hanno avviato una propria microimpresa. Per sostenerli nell’avvio e nella crescita delle loro attività, la rete inter-congregazionale ha da poco firmato un accordo con due banche nazionali, Hibret Bank e Elebat Solutions.

Banche inserite nel progetto Tila, sostenuto da governo e MasterCard

Con la supervisione del Ministero etiope del Lavoro e delle Competenze, il memorandum d’intesa prevede la realizzazione di un innovativo progetto di inclusione finanziaria per i migranti e i vulnerabili che vivono ad Addis Abeba. Il progetto fornirà servizi di microprestito a gruppi organizzati di beneficiari. Le due banche nazionali fanno parte di un consorzio per l’attuazione dell’innovativo progetto Tila: un progetto triennale inclusivo, avviato nel 2021, che punta a sostenere 42 mila persone vulnerabili, tra cui donne nelle zone rurali dell’Etiopia, sfollati interni, rifugiati, giovani senza casa e persone con disabilità. Il progetto nasce da una collaborazione tra il Ministero etiope del Lavoro e delle Competenze e la Fondazione MasterCard, ed è attuato da 5 implementatori locali.

Il momento della firma dell'accordo, nel centro diocesano St. Michael di Addis Abeba. Foto Giovanni Culmone / Gsf

Il momento della firma dell’accordo, nel centro diocesano St. Michael di Addis Abeba. Foto Giovanni Culmone / Gsf

Don Berga: Tila fornisce per loro le garanzie per ottenere finanziamenti

A firmare l’accordo del consorzio con la banca digitale Elebat, nel centro San Michele, che ospita gli uffici della commissione socio-pastorale dell’arcidiocesi di Addis Abeba, presenti i responsabili delle congregazioni coinvolte nel progetto, sono stati il responsabile della commissione, don Petros Berga, e Mulatua Teshome, che guida l’ufficio operativo di Elebat Management and Technology Solution. Si tratta di una banca digitale inserita nell’attuazione del progetto Tila. Come ci ha spiegato don Berga, Tila, grazie al sostegno di banche locali come Elebat e Hibret, aiuta i beneficiari del progetto “che non possono fornire, ad esempio, garanzie ad una banca, per ottenere un finanziamento per la loro attività”, fornendo per loro queste garanzie.

La dirigente della banca: così cambierà la vita di molti etiopi

“Qui in Etiopia, molte, troppe persone non hanno un lavoro – ci ha detto Mulatua Teshome – e programmi come quello che abbiamo avviato con questo memorandum,  potranno sradicare, almeno in parte, questa disoccupazione. Cambieranno la vita di molte persone”. La dirigente di Elebat ha sottolineato che, oltre ai finanziamenti da banche come la sua, le persone vulnerabili che vorranno aprire una propria microimpresa riceveranno una formazione specifica e un sostegno manageriale dal consorzio inter-congregazionale. “Questa firma è un’occasione importante – ha commentato ancora padre Berga – perché stiamo ampliando la nostra rete con altre entità. E questo grazie al progetto Tila, che fa da intermediario tra le banche e i beneficiari”.

L'incontro nell'ufficio della Commissione per la creazione di posti di lavoro (Jcc) del Ministero etiope del Lavoro e delle Competenze . Foto Giovanni Culmone / Gsf

L’incontro nell’ufficio della Commissione per la creazione di posti di lavoro (Jcc) del Ministero etiope del Lavoro e delle Competenze . Foto Giovanni Culmone / Gsf

Il Ministero del Lavoro: un progetto che vorremmo incrementare

Al Ministero del Lavoro e delle Competenze di Addis Abeba, un grande edificio ancora in costruzione, abbiamo incontrato Biruktawit Belay, responsabile sovvenzioni e partnership della Commissione per la creazione di posti di lavoro (Jcc). “Vorremmo incrementare il progetto Tila perché ha creato posti di lavoro per le comunità più vulnerabili della nostra società” ci ha detto. E’ in linea con l’impegno del ministero per dare opportunità di lavoro alle nostre “comunità vulnerabili, a giovani, donne, rifugiati, sfollati interni”, e dare loro la possibilità “di ottenere un reddito per sostenere le loro famiglie, i loro figli e sentirsi a proprio agio, soprattutto in un Paese nuovo come l’Etiopia”. E anche il progetto del Gsf e del consorzio inter-congregazionale “è in linea con la nostra strategia”.

Tila, una piattaforma molto utile per servire gli emarginati

Il progetto Tila, le ha fatto eco Teferi Tadesse, funzionario della Commissione per la creazione di posti di lavoro, “è una piattaforma molto importante, di provata efficacia, per servire i gruppi emarginati della società”, ai quali fornisce un mentore e una formazione continua, per questo “il governo e il nostro ministero in particolare si sono impegnati a incrementarlo”. Abbiamo molte potenzialità per farlo, ha concluso, “perché diversi partner si stanno avvicinando al progetto, in particolare nuove istituzioni finanziarie” che permetteranno di usufruire dei loro prodotti di microcredito.

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Finanziamenti ai migranti per aprire un’ attività in proprio



Da vaticannews.va

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