Per la prima volta dall’inizio del suo mandato, l’arcivescovo Thibault Verny è stato ricevuto da Leone XIV, al quale ha presentato il Secondo Rapporto Annuale sulle Politiche e Procedure per la Tutela nella Chiesa. Ribadito l’impegno della Commissione a proseguire la missione affidatale da Papa Francesco e “radicare in tutta la Chiesa una cultura della prevenzione”
Vatican News
Primo incontro ufficiale, questa mattina, 12 settembre, tra Papa Leone XIV e monsignor Thibault Verny, arcivescovo di Chambéry e presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, nominato alla guida dell’organismo il 15 luglio scorso. Il Pontefice ha ricevuto nel Palazzo Apostolico il presule, accompagnato da monsignor Luis Manuel Alí Herrera, Segretario della Commissione.
Presentato il Secondo Rapporto su politiche e procedure di Tutela
“L’udienza – si legge in un comunicato della Pontificia Commissione – è stata richiesta da monsignor Verny al fine di esprimere personalmente la propria gratitudine al Santo Padre per la fiducia accordatagli con la nomina e per presentare il Secondo Rapporto Annuale sulle politiche e procedure per la Tutela nella Chiesa. Tale Rapporto, istituito su iniziativa di Papa Francesco nel 2022, ha come obiettivo la valutazione e promozione delle capacità di tutela delle Chiese locali e degli istituti religiosi, offrendo raccomandazioni pratiche basate sulle esperienze concrete maturate dalla Chiesa in diverse contesti. Il primo Report era stato presentato il 29 ottobre 2024.
“No” ad ogni forma di abuso
Nel corso dell’incontro, spiega ancora il comunicati, l’arcivescovo Verny ha ribadito l’impegno della Commissione a proseguire la missione affidatale da Papa Francesco attraverso Praedicate Evangelium, nello sviluppo delle politiche di tutela, nella redazione del Rapporto Annuale e nel supporto alle Chiese locali tramite la Memorare Initiative. “Con umiltà e speranza, la Commissione – afferma il presidente – continua la missione che ci è stata affidata, portando avanti la visione del Santo Padre nel radicare in tutta la Chiesa una cultura della prevenzione che non tolleri alcuna forma di abuso: né di potere o di autorità, né di coscienza o di spiritualità, né di abuso sessuale”.

