Il Papa: difendere la vita col coraggio delle parole e delle azioni

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Oggi nelle diocesi americane si svolge la Marcia per la Vita in modalità online a causa della pandemia. Nell’occasione Papa Francesco ha diffuso un tweet per la difesa di ogni vita umana, ribadendo l’impegno che ogni cristiano deve avere nella tutela di questo dono prezioso. Con noi Marco Respinti di International Life News

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

“La cultura della vita è patrimonio che i cristiani desiderano condividere con tutti. Ogni vita umana, unica e irripetibile, costituisce un valore inestimabile. Questo va annunciato sempre nuovamente, con il coraggio della parola e delle azioni”. Papa Francesco, sull’account ‘@pontifex’, ribadisce l’impegno a tutelare la vita dal suo nascere, dal grembo materno sino alla sua fine naturale, ed esorta tutti i cristiani ad annunciare questo principio. E’ solo l’ultimo degli appelli del Santo Padre su questo tema, ma  nel corso del suo Pontificato, Francesco ha sempre colto l’occasione per parlarne, tanto più in concomitanza della Marcia per la Vita che si tiene negli Usa: iniziativa virtuale preceduta da una novena di preghiera con Messe e Rosari in tutte le diocesi.

Un bene dal valore inestimabile

“Ogni vita umana va promossa con coraggio, ha più volte affermato il Papa, perché ogni vita ha un valore inestimabile”. Il Pontefice ha infatti spesso esortato a “custodire e proteggere la vita umana e anche a contrastare le violazioni della dignità dovute a tecnologia o economia”. Forti le parole di Francesco durante l’Udienza Generale del 25 marzo 2020:

La difesa della vita per la Chiesa non è un’ideologia, è una realtà, una realtà umana e coinvolge tutti i cristiani, perché cristiani, ma anche perché esseri umani. Gli attentati alla dignità e alla vita delle persone continuano purtroppo anche in questa nostra epoca, che è l’epoca dei diritti umani universali; anzi, ci troviamo di fronte a nuove minacce e a nuove schiavitù, e non sempre le legislazioni sono a tutela della vita umana più debole e vulnerabile.

Accogliere la vita con amore eroico

Salutando all’Udienza Generale del 28 ottobre 2020 un gruppo di fedeli della Polonia, dove erano in corso manifestazioni a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha definito incostituzionale l’aborto eugenetico, Francesco è tornato a parlare con forza della difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, rispettando in particolare i più fragili e indifesi. Ricordando le parole di San Giovanni Paolo II, Francesco disse:

Egli ha sempre esortato ad un amore privilegiato per gli ultimi e gli indifesi e per la tutela di ogni essere umano, dal concepimento fino alla morte naturale. Per intercessione di Maria Santissima e del Santo Pontefice polacco, chiedo a Dio di suscitare nei cuori di tutti il rispetto per la vita dei nostri fratelli, specialmente dei più fragili e indifesi, e di dare forza a coloro che la accolgono e se ne prendono cura, anche quando ciò richiede un amore eroico.

Vescovi Usa contrari ai finanziamenti per l’aborto

In concomitanza con la Marcia per la Vita, i vescovi statunitensi disapprovano la decisione del neopresidente, Joe Biden, sul via libera ai finanziamenti esteri all’aborto. Un provvedimento “contrario alla ragione, che viola dignità umana ed è incompatibile con l’insegnamento cattolico”. I vescovi degli Stati Uniti esprimono con queste parole la loro ferma opposizione alla decisone del capo della Casa Bianca, che consente l’invio di fondi finanziati dai contribuenti a organizzazioni che promuovono e forniscono aborti nei Paesi in via di sviluppo. L’iniziativa capovolge la cosiddetta “Politica di Città del Messico” che separa l’aborto dalle attività di pianificazione familiare, impedendo alle ong che forniscono consulenza o promuovono pratiche abortive di ricevere finanziamenti pubblici dagli Stati Uniti. La Mexico City Policy era stata ripristinata dall’amministrazione Trump, che nel 2017 aveva introdotto il Protecting Life in Global Health Assistance, estendendo tale politica anche ai gruppi che promuovono l’aborto. Scontata, dunque, la reazione dei vescovi che già nei giorni scorsi avevano replicato a una dichiarazione del nuovo capo della Casa Bianca sulla sentenza “Roe vs Wade”, che – nel 1973 – ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti, da lui definita “un progresso”. 

No alla distruzione di vite umane

“È grave che uno dei primi atti ufficiali del presidente Biden promuova attivamente la distruzione di vite umane nei Paesi in via di sviluppo”, si legge in una nota firmata da monsignor Joseph F. Naumann e da monsignor David J. Malloy, presidenti, rispettivamente, della Commissione per le attività pro-vita e Comitato per la giustizia e la pace internazionale della Conferenza episcopale (Usccb). Da qui, l’appello a Biden “a usare il suo ufficio per il bene, dando la priorità ai più vulnerabili, compresi i bambini non nati”. Da parte sua, prosegue la dichiarazione, la Chiesa negli Stati Uniti è pronta a lavorare con l’amministrazione “per promuovere la salute delle donne nel mondo in modo che favorisca lo sviluppo umano integrale, salvaguardando i diritti umani innati e la dignità di ogni vita umana, a partire dal grembo materno”. “Per servire i nostri fratelli e sorelle con rispetto –  sottolineano ancora i presuli – è imperativo che la cura della persona cominci assicurando che i nascituri siano liberi dalla violenza, riconoscendo che ogni persona è figlio e figlia di Dio. Ci auguriamo che la nuova amministrazione lavorerà con noi per soddisfare queste importanti esigenze”, conclude la nota.

Una marcia all’insegna dell’unità

La Marcia per la Vita 2021 si svolge quest’anno all’insegna dell’unità, un principio importante e forte, quello cioè di cercare di riunire il Paese all’insegna di un bene non negoziabile, come la vita. Lo afferma a Vatican News – Radio Vaticana Marco Respinti, direttore di International Life Family News, una delle organizzazioni che ha promosso la marcia e attraverso il cui sito si possono seguire gli avvenimenti e gli interventi di questa edizione.

Ascolta l’intervista a Marco Respinti

Marco Respinti mette in evidenza come, in un’epoca come la nostra, colpita duramente dalla pandemia e con una crisi economica senza precedenti, ci sia una forte miopia da parte dei governi di molti Stati che non declinano la parola sviluppo con la nascita di una nuova vita. La nostra epoca, inoltre, ci ha fatto duramente rendere conto di come anche gli anziani facciano parte di quella cultura dello scarto di cui parla sempre Papa Francesco. Piccoli e anziani, afferma Respinti, sono gli anelli deboli di una società che non sa più difendere la vita dalla nascita sino alla sua fine naturale. Si tratta, conclude, di un vero e proprio vilipendio da parte di chi ipoteca il futuro del Paese e considera alcune persone “scarti”.





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