Il Papa: Charles De Foucauld e altri sei beati, nuovi Santi per la Chiesa universale

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Papa Francesco presiede in Vaticano la celebrazione del Concistoro ordinario pubblico per il voto su sette cause di canonizzazione. La data è ancora da definire. Il cardinale Semeraro: “Hanno testimoniato Cristo col dono della vita o l’esercizio della carità”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Chi offrendo la propria vita fino al martirio, chi esercitando eroicamente la carità e le virtù cristiane, tutti hanno contribuito a portare nel mondo la testimonianza del Vangelo. La Chiesa li proclamerà santi. Papa Francesco ha presieduto questa mattina il Concistoro ordinario pubblico per il voto sulle canonizzazioni di sette beati, due donne e cinque uomini. Tra loro, Charles De Foucauld, il sacerdote francese, “povero tra i poveri” e “fratello universale”, come egli stesso si definiva, che a inizio del secolo scorso impiantò i semi del Verbo divino nel cuore del Sahara.

La data della loro canonizzazione non ancora definita

Ancora non è stata definita la data della canonizzazione. Il giorno è da decidere, ha detto il Pontefice nella formula in latino, usata per tutti e sette i beati dei quali ha ricordato “le vite cristiane e la santità esemplari”. A influire sulla decisione di stabilire in un secondo momento il giorno della canonizzazione, l’attuale situazione di emergenza sanitaria.

Semeraro: “I nuovi santi, intercessori di grazie e miracoli”

“Questi beati non solo sono ammirati dal popolo di Dio per lo splendore delle loro virtù, ma sono anche invocati come intercessori di grazie e di miracoli”, ha detto il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il quale, dopo l’Ora Terza, ha presentato al Pontefice e ai cardinali riuniti nella Sala del Concistoro “una breve sintesi del vissuto umano e spirituale” dei sette beati e beate che “in varie epoche e con diverse vocazioni, hanno testimoniato, chi col dono supremo della vita e chi con l’esercizio eroico della carità e delle virtù, la fecondità della Pasqua di Cristo, sorgente di speranza”.

Charles De Foucauld

Prima di diventare “fratel Carlo di Gesù”, il giovane Charles, nato a Strasburgo, aveva intrapreso la carriera militare, seguendo le orme del nonno che lo aveva cresciuto quando era rimasto orfano dei genitori a 6 anni. La fede, il futuro beato, l’aveva accantonata durante l’adolescenza, ma durante una pericolosa esplorazione in Marocco, negli anni 1883-84, in lui sorge un interrogativo: “Dio esiste?”. “Mio Dio, se esistete, fate che io Vi conosca”, fu la sua richiesta, che già assumeva i tratti di quella preghiera incessante che ne caratterizzò l’intera vita. Rientrato in Francia, De Foucauld si mette in ricerca e chiede ad un sacerdote di istruirlo. Poi si reca in pellegrinaggio in Terra Santa e lì, nei luoghi della vita di Cristo, trova la sua vocazione: consacrarsi totalmente a Dio, imitando Gesù in una vita nascosta e silenziosa. Ordinato sacerdote a 43 anni (1901), Charles De Foucauld si reca nel deserto algerino del Sahara, prima a Beni Abbès, povero tra i più poveri, poi più a Sud a Tamanrasset con i Tuareg dell’Hoggar. Vive una vita di preghiera, meditando continuamente la Sacra Scrittura, nell’incessante desiderio di essere per ogni persona il “fratello universale”. Muore a 58 anni la sera del 1° dicembre 1916, assassinato da una banda di predoni di passaggio. Benedetto XVI lo ha beatificato nel 2005.

Lazzaro

Primo laico indiano a diventare beato, Lazzaro, detto Devasahayam, è stato padre di famiglia e martire. Figlio di un bramino nel regno indù di Travancore, apparteneva all’alta casta dei guerrieri. Si convertì da adulto al cristianesimo e ricevette il Battesimo a 33 anni. Quella conversione fu ritenuta un tradimento e un pericolo per la solidità del regno. Venne perciò arrestato, umiliato e torturato dagli ufficiali, che ricevettero poi l’ordine di ucciderlo. L’accusa? Abiura all’induismo. Benedetto XVI lo ha iscritto nell’albo dei beati nel 2011.

Maria Francesca di Gesù

Al secolo Anna Maria Rubatto, nacque in Piemonte e si dedicò per anni all’assistenza dei poveri a Torino, alla visita degli ammalati nel Cottolengo e all’impegno costante nell’Oratorio di don Bosco. Fondò nella città di Loano, vicino Savona, l’Istituto delle Suore Terziarie Cappuccine per poi partire per l’America Latina, dove si adoperò con ogni cura nel servire i poveri. Nel 1892 portò le sue suore a Montevideo in Uruguay e di lì, dopo breve tempo, in Argentina e Brasile. Per ben sette volte Madre Francesca attraversò l’Oceano per accompagnare e visitare le sue figlie. Morì a Montevideo nel 1904, per essere poi beatificata ottantanove anni dopo da Giovanni Paolo II, nel 1993.

Maria Domenica Mantovani

Fu la prima superiora dell’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, da lei fondato insieme al beato Giuseppe Nascimbeni, sua guida spirituale, che la volle come collaboratrice per la fondazione dell’Istituto. Lei fu figura determinante per lo sviluppo del carisma e della spiritualità. Consacrò l’intera vita, fino alla fine dei suoi giorni, al servizio umile di poveri, orfani, malati. Giovanni Paolo II la dichiarò beata nel 2003.

César De Bus

Nato in Provenza e formato dai gesuiti, fu un sacerdote che si dedicò alla predicazione e alla catechesi e fondò la Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana nel 1572, con l’obiettivo di formare i fedeli. Compito che svolse con uno stile semplice, povero, di vicinanza al popolo, attraverso catechesi di facile comprensione. Morì il mattino della Pasqua del 1603 ad Avignone. Paolo VI lo dichiarò Beato nel 1975.

Luigi Maria Palazzolo

Sacerdote di Bergamo, fondò le Congregazioni delle Suore Poverelle e dei Fratelli della Santa Famiglia per l’accoglienza di bambine orfane e ragazze più povere. Istituì anche delle scuole serali per giovani e adulti. L’opera educativa e la formazione religiosa da lui offerte furono tanto efficaci che una quarantina di giovani dell’Oratorio scelsero di diventare sacerdoti. Provato da sofferenze fisiche e morali si spense a 58 anni. Nel 1963 Giovanni XXIII lo ha beatificato.

Giustino Maria Russolillo

Sacerdote di Pianura, in provincia di Napoli, visse vita e ministero al servizio delle vocazioni per le quali fondò una società di sacerdoti. Fu predicatore, conferenziere, scrittore. La catechesi permanente e la pastorale della famiglia trasformarono la sua comunità parrocchiale, che divenne pertanto “casa della santità” e culla di numerose vocazioni. Estese la sua attività anche a sacerdoti e religiosi in difficoltà. Aiutò anche i giovani nella formazione di famiglie cristiane. Per la sua opera instancabile soffrì di diverse incomprensioni; offrì sempre queste sofferenze alla Vergine Maria. Benedetto XVI lo ha annoverato tra i Beati nel 2011.

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