Francia, attaccata la casa di un sindaco

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Violenza diffusa ancora in varie città del Paese, un’auto-ariete ha attaccato la residenza del sindaco di Haÿ-les-Roses. Domani, 3 luglio, appuntamento di cittadini e sindaci davanti ai loro municipi. La prima ministra dichiara che il governo “non lascerà impunita alcuna violenza” e che “massima
fermezza” sarà applicata nelle sanzioni

Vatican News

Ancora disordini e scontri in Francia dopo la morte, il 27 giugno scorso, del diciassettenne Nahel M. a Nanterre, ucciso da un poliziotto.

Attaccata la casa del sindaco di L’Haÿ-les-Roses

Violenze e guerriglie si registrano in diverse città del Paese. Ieri notte, nel corso di una delle proteste, è stata attaccata la casa di Vincent Jeambrun, sindaco di L’Haÿ-les-Roses, Comune appartenente al dipartimento francese della Val-de-Marne, dove si trovavano la moglie e i figli. Un gruppo di rivoltosi, dopo aver sfondato il cancello di ingresso a bordo di un’auto, ha incendiato il veicolo sembrerebbe con l’intento di dare fuoco alla casa. La moglie del primo cittadino è rimasta ferita nella fuga precipitosa assieme ai figli.

Il 3 luglio riunione di sindaci e cittadini davanti ai municipi 

Nella notte ci sono stati inoltre più di 700 arresti, e l’attenzione anche da parte dei vertici politici degli altri Paesi europei è alta. Sindaci e cittadini francesi sono stati invitati dall’Associazione dei sindaci di Francia a riunirsi domani, lunedì 3 luglio, a mezzogiorno davanti a tutti i municipi del Paese. Intanto il capo dello Stato Emmanuel Macron farà il punto della situazione sulle rivolte stasera, 2 luglio, al Palazzo dell’Eliseo, nel corso di una riunione alla quale parteciperanno il primo ministro, il ministro dell’Interno e il guardasigilli.

Una protesta diffusa

A Marsiglia, la battaglia nel centro della città e al vecchio porto ha infuriato per ore ieri, con centinaia di incendi di tram e autobus. Il Comune ha chiesto ai gestori dei monopattini e delle bici a noleggio di togliere tutto dalle strade per evitare che venisse appiccato il fuoco. Nelle altre città, nelle banlieue, ma anche nei piccoli centri che speravano di sfuggire all’ondata di rabbia e violenza, si è cercato di arginare casseur e black bloc. Fra gli episodi più eclatanti, l’incendio di una mediateca a Metz, con i documenti e il materiale informatico andati in fiamme per un danno incalcolabile. A Montargis, nel centro del paese (la Loira), sono stati dati alle fiamme tre edifici.

L’appello della nonna di Nahel

Il corpo del giovane Nahel, in una cassa bianca, è stato intanto sepolto nel cimitero del Mont-Valérien davanti a qualche centinaio tra familiari, amici e coetanei di Nanterre. Per l’ultimo saluto c’erano la nonna e la mamma, che lo ha cresciuto da solo e che ultimamente lo aveva visto, come molti suoi amici in banlieue, abbandonare la scuola e cominciare a guadagnare i primi soldi come rider. La nonna si rivolge alle persone che stanno distruggendo le cose: “fermatevi”. 



Da vaticannews.va

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