Filippine: elevata a Santuario diocesano la parrocchia di Bucalan

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Si tratta della parrocchia Sant’Andrea Kim Tageon. La cerimonia, nei giorni scorsi, è stata aperta da una processione fluviale di un’immagine del Santo, così da rievocarne l’arrivo a Lolomboy, avvenuto alla metà del 1800

Isabella Piro – Città del Vaticano

È stata elevata allo status di “Santuario diocesano” la parrocchia di Bucalan, nelle Filippine, dedicata al coreano Sant’Andrea Kim Tageon. Ha presieduto il rito, lo scorso 30 gennaio, il vescovo di Malolos, monsignor Dennis Villarojo. Il presule, nell’omelia, ha esortato i fedeli ad “imparare” da Sant’Andrea, primo sacerdote coreano martire, il quale “comprese molto bene cosa significa vivere una vita ispirata da Dio”. Al termine della Messa, il vescovo ha benedetto il nuovo Museo per i pellegrini adiacente al Santuario: costruito in stile coreano e caratterizzato da una pagoda a 15 livelli, lo spazio espositivo è gestito dalla chiesa locale insieme alle “Suore di Sant’Andrea”, una congregazione di religiose coreane da tempo presente a Lolomboy per promuovere la devozione del loro fondatore.

Giubileo di Sant’Andrea Kim Tageon

L’elevazione della parrocchia a Santuario si è tenuta in concomitanza del 200.mo anniversario della nascita di Sant’Andrea Kim. Per l’occasione, la Chiesa cattolica della Corea del Sud ha indetto uno speciale Giubileo, inaugurato il 29 novembre 2020 e che si concluderà il prossimo 27 novembre. Andrea Kim nasce nel 1821; battezzato all’età di 15 anni, studia nel Seminario di Macao. Alla metà dell’800, i disordini scoppiati nel Paese lo portano a continuare il suo percorso formativo nel convento domenicano di Lolomboy, dove resta fino al 1844. Ordinato sacerdote e rientrato in Corea, a Seoul, inizia ad evangelizzare la popolazione locale, ma in seguito alle persecuzioni avviate dalla dinastia Joseon, viene arrestato e decapitato nel settembre 1846. Canonizzato insieme ad altri 102 martiri coreani da Giovanni Paolo II a Seoul il 6 maggio 1984, il Santo viene ricordato il 20 settembre.

Una grande eredità umana e culturale

L’Unesco, durante la sua 40.ma Conferenza generale, ha concesso il suo patrocinio al Giubileo di Sant’Andrea: come ha spiegato monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo della diocesi coreana di Daejeon e responsabile dell’organizzazione dello speciale Anno, “l’Unesco ha riconosciuto la grande eredità umana e culturale che questo Santo ha lasciato non solo alla Chiesa in Corea, ma anche al mondo intero”. Andrea Kim è stato, infatti, “un instancabile sostenitore dei diritti umani ed insegnò che tutte le persone sono preziosi figli e figlie di Dio, sia coloro che appartenevano alle classi sociali alte sia a quelle più basse nel sistema delle caste dell’epoca”. In tal modo, egli “introdusse il valore universale dell’umanità ai coreani”. A Solmoe, sul luogo di nascita del martire coreano, dove sorge già un Santuario a lui dedicato, durante il Giubileo verrà realizzato un apposito Centro pastorale con una capienza di oltre 3 mila persone. Qui, il 18 dicembre, si terrà l’ordinazione diaconale di dieci seminaristi.



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