Fame, allarme Onu: Covid e clima aumentano la minaccia

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Milioni di persone in tutto il mondo rischiano di morire di fame, e la pandemia di Covid-19 assieme al cambiamento climatico stanno aumentando la minaccia. E’ l’allarme lanciato dal segretario generale dell’Onu Guterres che chiede “un’azione immediata”. Intervista a Emanuela Cutelli del World Food Programme: “Bisogna lavorare tutti insieme perché l’assistenza alimentare salva vite umane, ma non risolve i problemi alla base delle crisi”

Elvira Ragosta – Città del Vaticano

Oltre 30 milioni di persone in più di 30 Paesi sono “sull’orlo della carestia”. Il rischio di morire di fame per moltissimi abitanti del pianeta è aumentato a causa degli shock climatici e del diffondersi del coronavirus. Nel suo discorso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in occasione di una riunione sui legami tra cibo e sicurezza, il segretario generale, Antonio Guterres, ha avvertito: “Senza un’azione immediata, milioni di persone arriveranno sull’orlo della fame estrema e della morte”. Sono dati che vanno ad aggiornare drammaticamente quelli dell’anno precedente. Alla fine del 2020, infatti, erano oltre 88 milioni le persone che soffrivano di fame acuta a causa di conflitti e instabilità, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente e la tendenza per il 2021 è in peggioramento.

 

All’incontro ha partecipato anche il direttore esecutivo del World Food Programme, il Programma alimentare mondiale (l’agenzia Onu Nobel per la Pace del 2020), David Beasley, secondo cui “le preoccupazioni del 2020 sono ora una realtà per il 2021” a causa di nuove ondate di Covid-19 e delle economie non ancora tornate alla normalità. Nell’intervista a Vatican News, Emanuela Cutelli, responsabile della comunicazione per l’Italia del Wfp, facendo riferimento proprio all’intervento di Beasly, sottolinea che nel 2021 c’è il rischio di carestia in diversi Paesi e che le carestie sono causate principalmente dai conflitti. “Per il Wfp – spiega Cutelli – sono quattro i Paesi maggiormente a rischio: lo Yemen, il Sud Sudan, il Burkina Faso e il Nord-est della Nigeria. Quattro Paesi con 155mila persone che rischiano di morire di fame”.

Ascolta l’intervista a Emanuela Cutelli

Se non si nutrono le persone, si alimentano i conflitti

“Il mio messaggio è semplice: se non date da mangiare alle persone, alimentate i conflitti”, ha sottolineato ancora Guterres, secondo cui carestia e fame oggi non sono più dovute alla mancanza di cibo, ma sono in gran parte causate deliberatamente dall’uomo. Per evitare un futuro disastroso a circa 34 milioni di persone nel mondo, l’Onu e le sue agenzie chiedono “una mobilitazione urgente” per fornire “5,5 miliardi di dollari in risorse aggiuntive”. Inoltre, è stata annunciata la creazione di una “task force di alto livello sulla prevenzione della carestia”, alla quale contribuiranno rappresentanti del Programma alimentare mondiale (Wfp) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, (Fao). E sull’importanza dei finanziamenti nella prevenzione di fame e carestia, Cutelli aggiunge: “Bisogna lavorare tutti insieme perché l’assistenza alimentare salva vite umane, ma non risolve i problemi alla base delle crisi, per esempio in Yemen. Lì serve un investimento nella pace, così che famiglie disperate non siano costrette a scegliere, per esempio, se sfamare i propri bambini o ricevere cure mediche”.

L’azione della Comunità internazionale e l’impegno dei singoli

Fame, carestie, conflitti, pandemia e cambiamenti climatici sono temi su cui Papa Francesco si è più volte espresso e a cui ha dedicato diversi appelli. Nell’udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede dello scorso mese, ad esempio, il Pontefice si è soffermato sulle conseguenze sanitarie, economiche e sociali della pandemia e ha poi sottolineato la necessità di fare presto per risolvere la crisi ambientale. Circa l’azione della Comunità internazionale, sottolinea la responsabile della Comunicazione italiana del Programma alimentare mondiale, il Wfp si augura che sempre di più a livello internazionale ci sia una convergenza di idee, impegni e azioni che possano e devono essere prese per evitare il dramma per milioni di persone. “Papa Francesco – dice – è una presenza fondamentale e importantissima è la sua voce a questo riguardo, proprio per cercare di mettere insieme e sensibilizzare sempre di più i governi e i cittadini delle Nazioni a rendersi conto dell’importanza di sfamare chi ha fame”. Infine, Cutelli ricorda come anche il singolo possa, da parte sua, sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema delle carestie, della fame, delle disuguaglianze e degli effetti drammatici su milioni di persone.



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