Europa-Santa Sede, pellegrinaggio a Roma per 50 anni di rapporti diplomatici

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Prende il via oggi 9 maggio, con una messa a San Giovanni in Laterano, “Iter Europaeum”, iniziativa che coinvolgerà, per otto domeniche, 27 chiese di Roma simboliche per ogni Paese membro dell’Ue

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Una “passeggiata” che attraversa idealmente l’intera Europa, percorrendo un cammino di storia e diplomazia, di dialogo ed ecumenismo, che riunisce i 27 Paesi membri e le loro Chiese di riferimento a Roma, cuore della cristianità. Oggi 9 maggio, “Giornata dell’Europa” o “Giornata Schuman”, prende il via “Iter Europaeum”, progetto lanciato dall’UE nel 50.mo anniversario dell’instaurazione di relazioni diplomatiche formali con la Santa Sede. Una celebrazione lunga oltre un mese, fino al 27 giugno, per rinsaldare e approfondire i legami.

Il titolo in latino, per ricordare Carlo Magno

Non casuale la scelta di un titolo in lingua latina. Due i motivi, come spiega a Vatican News l’ambasciatrice della UE presso la Santa Sede, la diplomatica di origine olandesi, Alexandra Valkenburg-Roelofs: il primo, legato alla difficile scelta di una lingua comune per gli Stati membri; poi, il fatto che il latino richiama la memoria di Carlo Magno, punto di riferimento per l’unificazione dei Paesi europei.

Messa a San Giovanni in Laterano con il vicario De Donatis

Il primo passo dell’“Iter” viene compiuto alle 12 di oggi a San Giovanni in Laterano, con la Messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. Dalla Basilica papale, prende il via il “pellegrinaggio” nelle altre Chiese romane: ogni Paese europeo ha scelto la propria per ragioni storiche o perché punto di riferimento per la sua comunità nella Capitale. Non solo le chiese cattoliche, ma anche quelle luterane e ortodosse, a testimonianza del ricco patrimonio culturale e religioso dell’Ue.

Santi Quattro Coronati, un messaggio di pace della Lettonia

Da San Giovanni, i partecipanti oggi – in presenza ridotta, a causa delle restrizioni della pandemia – proseguiranno a piedi verso la vicina Basilica dei Santi Quattro Coronati, luogo di culto scelto dalla Lettonia. L’evento, al quale sarà presente il presidente Egils Levits, vuole essere “un messaggio di pace, di solidarietà, di integrazione sociale per gli altri Paesi”, spiega l’ambasciatrice della Lettonia presso la Santa Sede, Elita Kuzma. “La Lettonia in questo senso è molto forte, per cui possiamo essere fieri”, aggiunge, ricordando come la nazione est europea, in questa stagione di rinascita, “vive e trasmette” i valori ribaditi da Papa Francesco nelle sue encicliche: il multilateralismo, la democrazia, la pace, lo sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

A San Clemente, la preghiera della Repubblica Ceca nel segno di Cirillo e Metodio

Salendo per l’Esquilino, i ‘pellegrini europei’ si sposteranno verso la Basilica di San Clemente, scelta dalla Repubblica Ceca in virtù del “forte legame storico” con questo luogo che custodisce la tomba di san Cirillo. Il santo fu “inviato nel IX secolo da Bisanzio nella Grande Moravia dove, con suo fratello San Metodio, realizzò una grande opera missionaria”, ricorda l’ambasciatore della Repubblica Ceca presso la Santa Sede, Václav Kolaja. Ancora oggi, spiega, la Chiesa “gode di un’alta considerazione” e rappresenta “tradizionalmente una delle mete romane più importanti per i pellegrini cechi”. A San Clemente gli ospiti saranno accolti da canti e preghiere, poi sarà offerta una visita guidata. Insieme pregheranno per l’Europa, come afferma sempre Kolaja, “affinché non si dimentichi di rafforzare e sviluppare, nel suo il suo sforzo di integrazione, anche la dignità trascendentale dell’essere umano”.

Santo Stefano Rotondo, la “casa” della comunità ungherese

La prima giornata di cammino si concluderà a Santo Stefano Rotondo, chiesa del V secolo sul Celio, considerata la chiesa nazionale ungherese a Roma. È qui che ogni mese si radunano decine di famiglie per la celebrazione della messa: “Siamo molto legati alla messa, il grande incontro degli ungheresi a Roma è la messa mensile”, sottolinea l’ambasciatore Eduard von Habsburg. “È forte la comunità di sacerdoti e seminaristi ungheresi che vivono nel Germanicum o nell’istituto pontificio di via Giulia. Tutti i credenti si trovano con grande gioia nella nostra bellissima e vecchia chiesa di Santo Stefano che è anche la chiesa titolare del cardinale József Mindszenty”, l’eroico primate d’Ungheria, del quale il 6 maggio scorso è stato celebrato l’anniversario della morte. “I visitatori – dice von Habsburg – non solo vedranno una delle chiese più antiche di Roma, con i dipinti di martirio sui muri che danno sempre i brividi, ma anche una colonna che spiega la storia di questa chiesa e della comunità ungherese di Roma. Inoltre, ci saranno dei pannelli sulla mostra dedicata a Mindszenty”.

La “passeggiata” prosegue fino al 27 giugno

Per le sette domeniche successive saranno organizzate altre tappe della “passeggiata”, in modo da visitare tutte le 25 chiese scelte. Tra queste, per citarne qualcuna, San Pietro in Montorio (Spagna); Santa Maria del Priorato (Malta); San Teodoro in Palatino (Grecia e Cipro). Ogni giornata inizierà con una Messa, celebrata nella lingua nazionale, poi saranno recitate delle preghiere, eseguiti canti religiosi o offerte visite guidate. In ogni chiesa, inoltre, i partecipanti troveranno dei totem che spiegheranno il legame e la storia tra lo Stato membro dell’Ue e la Santa Sede, così come con la Chiesa scelta.

Ultima messa al Camposanto Teutonico, nel cuore del Vaticano

L’ultimo giorno condurrà tutti i partecipanti nel cuore del Vaticano, nel Camposanto Teutonico, il più antico cimitero germanico di Roma che ospita le tombe di persone di alto lignaggio di origine austriaca, svizzera, lussemburghese, belga, fiamminga. In questo lembo di terra, crocevia di storie e culture, sarà celebrata una messa che concluderà l’intero “Iter”, memoria di mezzo secolo di rapporti diplomatici, speranza per un futuro di sempre maggiore collaborazione a tutela di quei valori che legano da sempre la Santa Sede e l’Europea Unita. “Tanti valori” – come evidenzia Silvia Kofler, ministro consigliere dell’ambasciata Ue presso la Santa Sede – ispirati alle numerose “sfide” con cui ancor oggi il mondo è alle prese: “La tutela dei diritti umani, l’immigrazione, la cancellazione della pena di morte, la tutela dell’ambiente, i rapporti con i Paesi poveri e in via di sviluppo, il multilateralismo, l’eliminazione dei conflitti e l’impegno per la pace”.

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