Parrocchia San Michele Arcangelo

EUROPA/ITALIA – Missionario italiano muore in Madagascar, dopo 59 anni dedicati all’istruzione e ai poveri

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Reggio Emilia – “Don Pietro Ganapini è una delle figure più singolari, forse la più significativa, dei missionari reggiani che hanno vissuto il loro ministero nella seconda metà del novecento e in questi primi anni del nuovo millennio. Si può dire che tutta la sua vita matura sia coincisa con la vocazione missionaria. Dal 1961 è vissuto ininterrottamente in Madagascar dove lo ha mandato la volontà del vescovo Beniamino Socche. Non esisteva ancora quel progetto missionario che si sarebbe poi manifestato e articolato negli anni del post concilio”. Così scrive il Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Mons. Massimo Camisasca, nella lettera alla diocesi in cui annuncia la scomparsa di don Ganapini.
Il Vescovo ricorda: “Le scuole che ha creato e diretto sono oggi un asse fondamentale del debole sistema educativo del paese. Le più di cento residenze scolastiche che, con l’aiuto degli amici di Pietro Ganapini, ha innalzato in questi ultimi anni sono il segno di una instancabile e lucida percezione del valore dell’educazione per il presente e il futuro di una Chiesa e di una nazione. Don Pietro ci ha dato la testimonianza di una vita missionaria al servizio dei poveri, senza nessuna ombra di riduzione sociologica o ideologica. Egli era semplicemente Cristiano.”
Alle 4 del mattino di martedì 30 giugno, è morto don Pietro Ganapini, missionario Fidei Donum da 59 anni in Madagascar. Era il pioniere e il decano dei missionari reggiani, e si è speso ogni giorno della sua vita al servizio dei più poveri, soprattutto dei bambini, quelli che lui chiamava affettuosamente “i più poveri tra i poveri”, quelli che non avevano la possibilità di studiare. Nato a Pantano di Carpineti il 19 gennaio 1928, aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale il 13 agosto 1950. Dopo alcuni anni di insegnamento in Seminario, l’entusiasmo per la pubblicazione dell’enciclica “Fidei Donum” lo portò a partire come missionario nel novembre del 1961 per il Madagascar, primo della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, aprendo la strada a tanti missionari: sacerdoti, suore e laici. Secondo la sua volontà, le sue spoglie mortali resteranno in Madagascar.


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