Esame di maturità, il Moige: è rimasto come spauracchio di un sistema da rinnovare

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Sono più di 530 mila i ragazzi impegnati negli esami di stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione. Ieri si è svolta la prima prova di italiano, oggi, 22 giugno, la seconda prova, diversa per ogni indirizzo. Antonio Affinita, direttore generale e presidente del Movimento genitori italiani, commenta le contraddizioni di un apparato scolastico che deve meglio interagire con l’universo digitale

Layla Perroni – Città del Vaticano

“Cervello brillante e carattere focoso”: sono alcuni tratti della personalità di San Luigi Gonzaga, patrono della gioventù cattolica (ieri ricorreva la memoria liturgica) che molti studenti avranno avuto la possibilità di mettere in campo in questi giorni, nella prova dell’esame di maturità. Ad essere coinvolti negli esami sono più di 530 mila ragazzi e ragazze. Le modalità di svolgimento sono rimaste invariate, tuttavia l’evoluzione della società contemporanea fa emergere nuovi interrogativi e sempre nuove sfide soprattutto riguardo al rapporto tra i giovani e l’uso della rete.

Antonio Affinita, direttore e presidente del Moige, associazione che da anni lotta al fianco dei genitori per tutelare i giovani dalle insidie del percorso di crescita, considera l’esame di maturità uno spauracchio di un sistema scolastico che, a parer suo, andrebbe profondamente rinnovato.

Ascolta l’intervista a Antonio Affinita

Moravia e Quasimodo, lo storico Chabod, Piero Angela e la Fallaci

La scelta del Ministero per l’Istruzione e il Merito, per l’analisi del testo, è ricaduta quest’anno su Moravia e Quasimodo; lo storico e politico Federico Chabod, Piero Angela e la giornalista Oriana Fallaci erano le alternative per il testo argomentativo; circa la terza proposta, gli studenti si sono trovati di fronte la lettera aperta all’ex ministro Bianchi (2021) – in cui si chiedeva che l’esame di maturità stesso tornasse alla normalità nonostante le difficoltà legate alla pandemia – e l’”elogio dell’attesa nell’era di whatsapp” di Marco Belpoliti. Oggi, la seconda prova scritta, prevista in forme differenti per ogni istituto: la traduzione di un passo di Seneca rivolto all’amico Lucilio, per il liceo classico; per il liceo scientifico una prova di matematica sulle funzioni, mentre per quelli del liceo linguistico una prova sulla prima lingua e cultura straniera. Gli istituti professionali di nuovo ordinamento, invece, hanno sviluppato una prova su “competenza e nuclei tematici fondamentali di indirizzo e non su discipline”.

Moige: dare più profondità all’esame di maturità

Che la maturità rappresenti una tappa fondamentale nella vita di ogni studente è innegabile, un vero spartiacque. Ciò carica di un grande valore simbolico l’esame di stato che viene generalmente vissuto con ansia e forti aspettative. Dal Moige si levano preoccupazioni che rinviano al fatto che le competenze oggi richieste dal mercato del lavoro sono profondamente diverse da quelle che venivano definite una volta. Dall’altra parte, a scuola è forte l’individualismo, la resistenza a condividere con il proprio compagno. Su questo aspetto insiste il Moige: “La mancata condivisione, che passa sotto il monito del ‘non copiare’, rappresenta in realtà un danno per lo studente, sia come singolo, sia come parte di un gruppo, perché quando si lavora insieme si ottengono ottimi risultati”. La logica burocratica che sta dietro l’esame di maturità, aggiunge Affinita, rende questo passaggio una formalità, tanto che, in particolare in Italia, alla fine viene promosso il 99% degli studenti dell’ultimo anno. L’esame di stato, quindi, non è un esame approfondito, ma “serve solo a dare quel minimo di tensione ai ragazzi”. 

La scuola e il digitale 

Anche il valore legale che viene dato al titolo della maturità, sempre secondo Affinita, è frutto di una mentalità “poco moderna” che ha fatto poco i conti con il digitale. Internet ha rivoluzionato la vita delle persone, in primo luogo quella dei giovani. Il nuovo approccio digitale allo studio, alla conoscenza della realtà, alle relazioni interpersonali e sociali rende meno solidi i normali punti di riferimento dei ragazzi. “Oggi i giovani sono molto presi da una situazione di disagio legata alle troppe opportunità”, dichiara Affinita. “Se prima l’accesso alle informazioni avveniva con una certa gradualità, attualmente è tutto a portata di click. Ci troviamo davanti ad una rivoluzione copernicana”. I giovani che riescono a cogliere questa dinamica e le opportunità positive legate al web, e quindi lontane dalla semplice autoreferenzialità, hanno la possibilità di sviluppare le loro enormi potenzialità. “Quando invece il web è usato in maniera diversa – conclude Affinita – per i ragazzi si aprono delle strade diverse, a volte anche molto dannose”.



Da vaticannews.va

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