L’avventura “politica” nel senso più lato di Silvia Salis, 39 anni, nuova sindaca di Genova, ha avuto radici nel campo di atletica di Villa Gentile a Genova di cui il papà era custode. «Cresciuta in pista», ha sempre detto lei quando era “solo” un’atleta da dieci titoli italiani assoluti nel lancio del martello, e diverse partecipazioni Europei e Mondiali nonché ai Giochi olimpici di Pechino e Londra nella specialità del lancio del martello.
Aveva cominciato a 8 anni con il salto in lungo, per poi passare a 13 al martello, specialità per ragazze pioniere. Naturale chiedersi: che c’entra la politica? C’entra.
Quando nel 2022 ha pubblicato per Salani La bambina più forte del mondo, favola autobiografica per giovanissimi, Silvia Salis ha spiegato a un convegno in tema di sport, disabilità e pari opportunità, che il libro era nato da un’intuizione avuta a Roma a Trastevere nel giorno di carnevale: «Le bambine tutte vestite da principessa e simili, i bambini tutti in costumi della famiglia dei supereroi» riflesso di un’idea di mondo che le pareva rimandare a due aspirazioni contrapposte: per le ragazze un’attesa passiva di matrimonio, per i ragazzi un’intraprendenza un po’ muscolare e che le faceva considerare come donne con posizioni di potere dicessero spesso: «Mio marito mi aiuta molto», espressione che nascondeva un non vedere la dimensione domestica e familiare della paternità e della maternità come un “noi” naturalmente condiviso.
Silvia Salis ha guardato indietro, pensando al mondo che ha abitato lei, nata nel 1985, al suo essere bimba sempre in moto, che a scuola si sentiva diversa, e rimproverata, perché quel suo modo agitato di essere era percepito come poco consono a una “femminuccia”, per non dire di quella sua curiosità per una disciplina che è stata a lungo solo maschile: le donne hanno gareggiato al Mondiale per la primo volta nel martello nel 1990, per le Olimpiadi s’è dovuto attendere Sydney 2000. All’inizio quando Silvia piccola si è incuriosita «perché i bambini non conoscono stereotipi li imparano dai grandi, era già esotico allenarsi nel martello figuriamoci gareggiare».
Nel 2016, dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Pechino e Londra, Silvia Salis ha lasciato l’attività agonistica a causa di un infortunio, nel 2018 si è laureata in scienze politiche e ha iniziato un percorso nella politica sportiva partendo dalla Fidal, fino al Coni di cui nel 2021 è diventata la prima donna vice presidente vicaria, facendo dell’importanza dello sport nel dare opportunità alle persone uno dei suoi cavalli di battaglia, riconoscendo che era stato il suo talento sportivo ad aprirle porte cui non sarebbe facilmente arrivata a partire da una famiglia operaia come quella da cui proveniva. Non per caso nel suo percorso di politica sportiva: sport per tutti e pari opportunità sono stati elementi chiave.
Nel novembre 2020 Silvia Salis si è sposata con Fausto Brizzi, regista di film come Notte prima degli esami, Maschi contro femmine e Dove osano le cicogne. Nel 2023 dal loro matrimonio è nato Edoardo. Dal 26 maggio 2025 è la nuova sindaca di Genova, risultato ottenuto con il 51% abbondante dei voti per la lista civica sostenuta dal cosiddetto “campo largo” del Centrosinistra.

