Cuamm, in Etiopia il dramma della malnutrizione colpisce milioni di persone

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Nel Paese rimane alto l’allarme per le conseguenze della scarsità di cibo su adulti e minori. Tra le cause dell’emergenza alimentare il conflitto nel Tigray, la siccità, le inondazioni, la crisi economica. Nell’intervista, Giovanni Putoto, medico responsabile della programmazione e dell’area scientifica di Medici con L’Africa – Cuamm, chiede di “essere a fianco di coloro che soffrono per superare queste fasi acute di crisi, servendo prima i bambini e poi le donne”

Layla Perroni – Città del Vaticano

Sostenere, curare e formare. Queste le linee guida di Medici con l’Africa – Cuamm per combattere la malnutrizione in Etiopia. L’organizzazione, presente nel Paese da oltre 20 anni in diverse aree, evidenzia una situazione preoccupante. Circa il 9% dei quattro milioni di bambini colpiti da malnutrizione soffre di una forma acuta di questa condizione patologica. Il 40% di loro di una forma cronica. Anche per gli adulti la situazione è difficile. Per le donne in gravidanza, ad esempio, lo squilibrio nell’assunzione dei nutrienti necessari può rappresentare un pericolo. “Se non si alimentano correttamente, potrebbero influenzare negativamente la crescita del feto, dando alla luce bambini sotto peso”, commenta Giovanni Putoto, responsabile della programmazione e dell’area scientifica di Medici con l’Africa – Cuamm.

Ascolta l’intervista a Giovanni Putoto

Le cause della malnutrizione

Il conflitto nel nord dell’Etiopia – causato dallo scontro tra le forze di difesa del Tigray e il governo di Addis Abeba – non è l’unica causa del peggioramento delle condizioni di vita e dello stato di malnutrizione della popolazione. Putoto, che da anni lavora nel Paese africano, ricorda che le ragioni dell’emergenza alimentare risiedono anche nelle migrazioni interne forzate dalla guerra, nella crisi economica e nei cambiamenti climatici. I motivi della malnutrizione cambiano poi a seconda delle aree di riferimento. In Somalia, ad esempio, i cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno causato un lungo periodo di siccità. In altre aree le inondazioni hanno travolto i centri urbani, causando un esodo della popolazione locale. La distruzione dei campi ha sottratto alle persone la principale fonte di cibo. Infine, Pututo ricorda la Gambella, regione etiope che ospita più di 500mila profughi dal Sud Sudan. Questi vengono accolti in campi o scuole – il Cuamm è presente nei campi di Nguenyyiel, Tierkidi, Kulle e Jewi – dove, nella maggior parte dei casi, gli sfollati non riescono ad alimentarsi correttamente, per motivi legati alla difficoltà di procurarsi il cibo.

Il collasso del sistema sanitario

L’alta inflazione, gli alti prezzi e la svalutazione della moneta aumentano le difficoltà per la popolazione di nutrirsi e curarsi, perché “i prezzi, anche quelli dei farmaci, sono schizzati alle stelle”. Il fatto che il sistema sanitario in zone come quella del Tigray sia collassato per mancanza di strutture, cure e personale, non fa che peggiorare la situazione. Oltre agli aiuti umanitari, Putoto ribadisce la necessità che in Etiopia venga sostenuta la ricostruzione di una rete sanitaria. Fondamentale, per raggiungere l’obiettivo, è il sostegno del governo e quello delle associazioni gestite dalla Chiesa, “diventate un punto di riferimento essenziale per la vita di comunità”.

Molti i progetti del Cuamm in Etiopia 

Nel Paese l’organizzazione umanitaria è impegnata con numerosi progetti e strutture. A febbraio 2010, “ha inaugurato un’unità di riabilitazione nutrizionale dell’età pediatrica, adiacente al reparto di Pediatria dell’ospedale San Luca di Walisso, dove è presente dal 2000”, come si legge sul sito web. L’unità collabora con il personale socio-sanitario locale per assistere i giovani pazienti e le loro famiglie. “I piccoli malnutriti che arrivano al San Luca sono in condizioni drammatiche e ciò ti strappa il cuore perché vedi un bambino la cui vita sta sfiorendo”, commenta Putoto. Ricoverare in tempo questi piccoli, dagli occhi “spenti”, dona loro “un motivo di speranza e di fuga dalla trappola dell’inedia e della morte”.

A fianco della popolazione per “attraversare” le crisi

Il lavoro di Medici per l’Africa – Cuamm è costante nel combattere il dramma della malnutrizione. Putoto, sul sostegno dato ai Paesi del Corno d’Africa colpiti da questa emergenza alimentare, sottolinea che la forza dell’ente risiede nel “non indietreggiare, anzi nell’essere a fianco delle popolazione per superare queste fasi acute di crisi, servendo prima i bambini e poi le donne”. La presenza sul campo della ong è fondamentale, perchè aiuta a dare una risposta “concreta”, conclude Putoto, e ad “attraversare le crisi in modo tale che queste popolazioni possano guardare al futuro con speranza”.



Da vaticannews.va

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