Parrocchia San Michele Arcangelo

Conoscete le storia della statua di bronzo di San Pietro in Vaticano?

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La statua di San Pietro vestita per la festa
Foto: Acistampa

Roma, il Vaticano: nell’immaginario collettivo, questo luogo sacro rimanda alla memoria immagini, parole, suoni addirittura, della Storia della Chiesa. La Basilica di San Pietro rappresenta la meta indiscussa di pellegrini e  turisti, si sa.

E ora, nel nostro oggi,  non rimane altro che aspettare il loro ritorno in massa, dopo l’emergenza covid: in questi giorni, infatti, i pavimenti marmorei della famosa basilica romana sono ancora spogli di tante orme; sono come in attesa della popolosa presenza di migliaia di persone che hanno – da sempre – varcato la soglia della basilica. La Basilica di San Pietro è un pullulare di opere d’arte, è vero. Ma non è solo questo. Ci sono storie affascinanti, dietro ogni opera artistica presente in Vaticano. Fra queste, ve n’è una che nasce nel XIII secolo: la storia della statua bronzea dell’apostolo Pietro. 

La celebre statua raffigura il primo pontefice romano “in cattedra”. E’ imponente, solenne, e si trova nella navata centrale della basilica. Pietro è “colto” nell’atto di benedire: la destra protesa in avanti, benedice alla maniera greca (con due dita), mentre la sinistra impugna “le chiavi del Regno”.                 E’ vestito del “pallio filosofico”, seduto su un trono marmoreo d’epoca rinascimentale.  La scultura è tradizionalmente attribuita ad Arnolfo di Cambio che l’avrebbe realizzata nel XIII secolo. Secondo alcuni studiosi, tuttavia, nel V secolo San Leone I, tornato dall’incontro con Attila, avrebbe fatto fondere la statua di Giove Capitolino per formare questa opera raffigurante l’apostolo, patrono (assieme a San Paolo) di Roma.

Nel Medioevo la scultura, considerata già all’epoca molto importante, era custodita nel chiostro di San Martino presso l’antica basilica. Quando la cupola della nuova basilica fu completata, Paolo V fece trasferire la statua in San Pietro. Di fronte all’opera sono state collocate – nel 1971 – due grandi torciere, sempre in bronzo, di Egidio Giaroli. Un medaglione a mosaico raffigurante papa Pio IX, invece, si trova sopra la statua. Venne sistemato qui nel 1871 a seguito della realizzazione del baldacchino sotto cui si trova la famosa statua: il mosaico fu realizzato per ricordare la leggenda secondo cui nessun papa avrebbe mai raggiunto il quarto di secolo di pontificato, che secondo la tradizione corrisponderebbe alla durata del pontificato di San Pietro. Il pontificato di PIo IX durò 31 anni, 7 mesi e 23 giorni, rimanendo il più lungo della storia della Chiesa cattolica dopo quello – appunto – di san Pietro.

È usanza – fin dai tempi antichi – che nelle grandi festività – e soprattutto in occasione del 29 giugno, festa dei due apostoli-patroni romani – la statua venga abbellita da sontuosi paramenti pontificali: spiccano il rosso porpora e l’oro acceso, simboli della regalità di Pietro, e – ancor prima – di Cristo.                 

Il rosso richiama la Passione e l’oro la regalità.  In questo particolare evento, vi è stata – da secoli – la consuetudine di toccare il piede destro della statua, come atto di devozione. Infatti, è assai facile notare quanto questo sia stato consumato da tale “pia pratica”. Solo nel 1798 e nel 1799 la cerimonia della vestizione fu proibita dal governo. La prima volta il popolo non ci fece quasi caso. Nella seconda occasione, però, cominciarono a girare voci sospettose: la Repubblica Romana – così si diceva – si era addirittura appropriata della cappa da cerimonia che serviva alla vestizione della scultura. Nulla di più falso, ma il popolo romano aveva creduto a simile storia.

Nel mondo esistono diverse copie di San Pietro in cattedra. Una di queste, ad esempio, si trova nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi ed è perfettamente identica a quella custodita nella basilica vaticana. Ma questa è un’altra storia.




Fonte: http://www.acistampa.com/