L’intervento del segretario di Stato statunitense si è concluso con una standing ovation e con il presidente della Conferenza, Wolfgang Ischinger, che ha parlato di un «messaggio di rassicurazione e partnership». Intanto Merz ha confermato di aver avviato «colloqui preliminari» con Macron sulla deterrenza nucleare europea
Guglielmo Gallone – Città del Vaticano
«Vogliamo che l’Europa sia forte» perché «siamo parte di un’unica civiltà, la civiltà occidentale» e «il nostro destino è intrecciato al vostro»: le parole del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, hanno aperto la seconda giornata della 62ª Conferenza sulla sicurezza di Monaco. E hanno avuto l’effetto di rassicurare gli animi circa la centralità del legame transatlantico, in una fase di forti tensioni geopolitiche.
Le parole di Vance a Monaco un anno fa
Risultato tutt’altro che scontato se si pensa che, solo un anno fa, sullo stesso palco il vicepresidente Usa, JD Vance, al suo debutto sulla scena internazionale, non aveva usato mezzi termini nei confronti del Vecchio Continente: «La minaccia che più mi preoccupa nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun attore esterno, ma la minaccia interna, il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali», aveva dichiarato. Rispetto a quel passaggio, il discorso di Rubio ha assunto toni più distesi, pur mantenendo una linea critica verso l’assetto internazionale emerso dopo la guerra fredda. E ciò è stato particolarmente apprezzato: l’intervento si è concluso con una standing ovation e con il presidente della Conferenza, Wolfgang Ischinger, che ha parlato di un «messaggio di rassicurazione e partnership».
Il ruolo dell’Occidente e degli Usa oggi
Il segretario di Stato Usa ha sostenuto che, dopo la caduta dell’Unione Sovietica e la riunificazione tedesca, l’Occidente sarebbe caduto «nell’illusione della fine della storia», una visione che avrebbe ignorato «la natura e la storia umana». In quel contesto, la deindustrializzazione, ha affermato Rubio, non sarebbe stata un processo inevitabile ma «una scelta voluta» che ha avvantaggiato la Cina. Accanto alla critica, il segretario di Stato ha ribadito la volontà americana di guidare una fase di «restaurazione e rinascita», auspicando che ciò avvenga insieme ai partner europei. Ha sostenuto che le istituzioni internazionali non debbano essere abolite ma «riformate e ricostruite», riconoscendo che le Nazioni Unite non sono riuscite a risolvere alcune crisi chiave. Sul dossier ucraino, Rubio ha indicato la leadership degli Usa come «essenziale» per i negoziati, mentre sul Medio Oriente ha richiamato il ruolo di Washington per un cessate-il -fuoco a Gaza. In parallelo, ha aperto alla possibilità di collaborazione con la Cina «in alcune aree per il bene comune», pur avvertendo che Pechino pone «sfide fondamentali» all’Occidente.
Dopo le parole del cancelliere tedesco Merz
Queste parole arrivano dopo che, ieri, i lavori non si erano aperti nel migliore dei modi. Il segretario di Stato Usa aveva disdetto senza preavviso un incontro con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per una «sovrapposizione di impegni». Poco prima, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, aveva aperto i lavori con un intervento centrato sulla crisi dell’ordine internazionale e sulla necessità di «un’Europa sovrana» come «la migliore risposta. Il nostro compito più importante è unire e rafforzare l’Europa, dentro la Nato». «Ripariamo e ravviviamo insieme la fiducia transatlantica», ha detto, sottolineando che «nell’era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti da agire da soli».
L’asse franco-tedesco
Sulla stessa linea, ma con accenti più assertivi, l’intervento del presidente francese, Emmanuel Macron, che ha esortato l’Europa a «difendere i propri interessi» anche di fronte agli Stati Uniti. Il presidente francese ha ribadito la necessità di aprire «un canale di comunicazione trasparente» con Mosca per «limitare il rischio di escalation» e ha sottolineato che, per negoziare da una «posizione di forza», l’Europa deve «sviluppare attivamente» la propria «cassetta degli attrezzi» in materia di difesa. Tra le ipotesi richiamate, il tema nucleare ha rappresentato uno dei punti più discussi della prima giornata. Merz ha confermato di aver avviato «colloqui preliminari» con Macron sulla deterrenza nucleare europea, precisando che tali discussioni sono «strettamente inserite nella nostra partecipazione nucleare all’interno della Nato» e che la Germania «non creerà zone di sicurezza divergenti in Europa». Il cancelliere ha ricordato inoltre che i trattati dell’Unione europea prevedono una clausola di difesa reciproca — l’articolo 42 — in caso di «aggressione armata» contro uno Stato membro. «Dobbiamo ora chiarire come vogliamo organizzare tutto questo in modo europeo — non come sostituto della Nato, ma come pilastro forte e autosufficiente all’interno dell’Alleanza», ha affermato.


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