Concorso Signis: podcast radiofonici dai giovani di tutto il mondo

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Un concorso radiofonico riservato ai ragazzi fino ai 35 anni di età, sia cattolici che non cattolici, provenienti da tutto il mondo. Come filo conduttore, il tema dell’Enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale”

Isabella Piro – Città del Vaticano 

Sfidare i giovani a leggere e ad approfondire l’Enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale”: con questo obiettivo, Signis, l’associazione cattolica mondiale per la comunicazione, ha bandito un concorso radiofonico. Riservata ai ragazzi fino ai 35 anni di età, sia cattolici che non cattolici, provenienti da tutto il mondo, l’iniziativa chiede la realizzazione di un podcast, dalla durata di 1-3 minuti, sui contenuti dell’Enciclica. I file audio dovranno essere inviati tramite email ed accompagnati da una breve presentazione in lingua inglese, approvata dalle sedi Signis locali. Il concorso, che scadrà a giugno, vuole essere anche una tappa del cammino di preparazione del primo incontro radiofonico internazionale cattolico, organizzato da Signis per febbraio 2022, in Sri Lanka. Intitolata “Coinvolgere i giovani per una radio dinamica che unisca l’Asia e il mondo”, la riunione vedrà numerosi esperti di radiofonia condividere e scambiarsi reciprocamente le proprie esperienze.

Radio e Covid -19

Da ricordare che, in tempo di pandemia da Covid-19, la radio è risultata essere uno strumento fondamentale per la comunicazione soprattutto in Africa, dove solo il 39 per cento della popolazione ha accesso ad Internet. Attraverso le loro trasmissioni, molte emittenti cattoliche del continente sono infatti riuscite  non solo a restare accanto ai fedeli dal punto di vista spirituale, ma anche ad informarli e a sensibilizzarli sui problemi creati dall’emergenza sanitaria. Un esempio concreto di tutto questo arrivata dalla Liberia dove, ad ottobre 2020, è nata “Radio Paraclete” che prende il suo nome dal Paraclito, la voce dello Spirito. Inaugurata il 31 maggio, domenica di Pentecoste, l’emittente ha ricevuto il contributo della Cei (Conferenza episcopale italiana) e di Signis. Oltre all’evangelizzazione, il palinsesto è dedicato anche alla promozione di valori umani come quello della riconciliazione, quanto mai essenziale in Liberia, Paese devastato da decenni di guerra civile, conclusa solo nel 2003. Una sottolineatura merita anche la strumentazione tecnica di “Radio Paraclete” che è alimentata da pannelli solari. Un’altra emittente nata in tempo di pandemia è “Radio Hekima”, traducibile con “unità” dalla lingua Swahili, sorta a Mbinga, a sud della Tanzania, sempre grazie alla Cei e a Signis.

I progetti nel mondo

E ancora l’aiuto di Signis è stato fondamentale per il Burkina Faso, dove è stato possibile realizzare un sistema satellitare che permette a 14 emittenti locali diocesane di interagire tra loro, ricevendo e condividendo trasmissioni da una stazione-madre creata nella capitale Ouagadougou. In Costa d’Avorio, invece, la Radio nazionale cattolica (Rnc) si è data da fare, nella fase più acuta della pandemia, per trasmettere la Messa quotidiana tre volte al giorno, in orari diversi, così da andare incontro il più possibile alle esigenze dei fedeli. Oltre alla celebrazione eucaristica, l’emittente, affiancata da altre radio locali, ha proposto meditazioni spirituali e la recita del Rosario. Esemplare anche l’esperienza della Repubblica Democratica del Congo dove da più di dieci anni è attiva “Radio Ditunga”, con sede a Ngandajika, creata grazie al sostegno della Fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre”. Durante il lockdown, l’emittente ha adattato il suo palinsesto dedicando più spazio alla celebrazione dell’Eucaristia, alla preghiera e agli esercizi spirituali. In seguito alla chiusura delle scuole, poi, la stazione radio ha anche deciso di trasmettere lezioni in diretta per consentire agli insegnanti di restare in contatto con i loro studenti.

In Kenya, invece, da oltre un anno è operativa “Radio Osotua”, nella diocesi di Ngong, che trasmette anche nelle lingue swahili e masai, e fa parte del programma per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale locale. Il nome dell’emittente significa “pace” e mira a dare agli ascoltatori una maggiore educazione spirituale e materiale, sottolineando l’importanza di concentrarsi sui temi etici e di lottare contro ogni forma di corruzione, rivalità etniche, egoismo e avidità. Importante è poi la testimonianza di “Radio Sol Mansi”, in Guinea Bissau che si è impegnata nel sensibilizzare la popolazione locale sulle misure da prendere per arginare l’epidemia da coronavirus, ma anche per assicurare ai fedeli i servizi pastorali fondamentali, come la Messa, la catechesi e i momenti di preghiera.

I programmi per l’Africa della Radio Vaticana

A livello continentale, c’è da segnalare il programma di assistenza socio-psicologica e spirituale trasmesso via radio e destinato a tutte le persone colpite dal Covid-19. L’iniziativa è stata lanciata la scorsa estate dal Dipartimento pastorale dell’Amecea (Associazione delle Conferenze episcopali dell’Africa orientale) ed ha coinvolto tutti i Paesi membri della regione: Etiopia, Eritrea, Sudan, Sud Sudan, Uganda, Kenya, Tanzania, Malawi e Zambia. Infine, una riflessione a parte va fatta sulla Radio Vaticana e sui suoi programmi per l’Africa che, a luglio 2020, hanno festeggiato i 70 anni di attività. Una vera e propria missione, resa possibile grazie alle onde corte e che ha portato la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il continente e con il mondo.  Oggi, i Programmi per l’Africa dell’emittente pontificia vengono trasmessi in diverse lingue: oltre a inglese, francese e portoghese, essi sono disponibili anche in swahili, somalo, tigrino e amarico.



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