Cardinale Tagle a ventiquattro nuovi diaconi: solo in Cristo si porta frutto

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I nuovi diaconi del Pontificio Collegio Urbano ordinati oggi, provengono da 13 Paesi diversi, una “testimonianza dell’universalità della Chiesa e della sua missione”, commenta il cardinale Tagle all’omelia nella Messa celebrata nel pomeriggio nella Basilica Vaticana. Il prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli ha sottolineato che solo uniti alla vite, che è Cristo, i diaconi potranno offrire un servizio autentico

Adriana Masotti – Città del Vaticano

Dando inizio all’omelia, il cardinale Tagle risponde alla domanda che alcuni potrebbero farsi: che cos’è un diacono? Una descrizione chiara la offre la Lumen Gentium, afferma il porporato, quando dice che i diaconi vengono ordinati “non per il sacerdozio, ma per il servizio”. E aggiunge: “Con la forza della grazia sacramentale, i diaconi si impegnano nel servizio della liturgia, del Vangelo e delle opere di carità”. Ma il ministero diaconale, non è solo questo. Infatti, come si legge ancora nella Lumen gentium, essi devono ricordarsi di “essere misericordiosi, attivi, camminare secondo la verità del Signore, il quale si è fatto servo di tutti”. Solo così i diaconi potranno svolgere il proprio ministero: “camminando secondo la verità, la via e la vita del Signore”, essi infatti sono chiamati ad “essere segni viventi di Gesù, la cui signoria si esprime nell’umile servizio a tutti”.

Servire è il dovere comune dei cristiani 

Ed è questo che i diaconi ricordano a tutta la comunità, il comune dovere del servizio. Il brano del Vangelo di oggi è appropriato: “Rimanete in me e io in voi. … Io sono la vite, voi i tralci … Senza di me non potete far nulla”, si legge. Se Gesù vive in noi, osserva il porporato, noi “dobbiamo scegliere di vivere e di rimanere in Lui”, dobbiamo rimanere attaccati alla vite vera. “Cari diaconi – raccomanda il cardinale Tagle ai giovani – guardatevi dalle viti che sembrano belle e attraenti, ma che alla fine indeboliscono la vostra fede, l’amore e il servizio”. E a proposito dei frutti promessi da Cristo, questi sono: “amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, generosità, fedeltà, dolcezza, autocontrollo”. Il frutto, prosegue il cardinale, è Gesù stesso che prende forma e vive dentro di noi.

La collaborazione ministeriale

“Il mondo e l’umanità – afferma il prefetto del dicastero vaticano – soffrono a causa di falsi servitori, che generano i frutti nocivi dell’orgoglio, dell’egoismo, dell’invidia, della gelosia, della rabbia, dell’odio, della rivalità, della divisione e della violenza. Mostrate al mondo la grandezza del servizio umile, che è frutto del vivere in Gesù”. Il cardinale Tagle parla infine di un altro frutto del vivere in Gesù: la collaborazione ministeriale. Si può essere diversi e operare in modo differente, si può essere separati fisicamente o in disaccordo, ma ugualmente rimanere “profondamente uniti in un’unica fede, in un solo Signore e in un’unica missione”. Quindi l’esortazione conclusiva ai diaconi è a non servire le proprie idee e la propria reputazione, ma a rimanere nell’unica Vite, Gesù. A proteggerli, ricorda, ci sono Maria, la Madre, e San Giuseppe, “entrambi umili servi, che vissero per e in Gesù”.



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