Parrocchia San Michele Arcangelo

AFRICA/ZAMBIA – Il Direttore nazionale delle POM: “Tracciare nuovi sentieri nel solco della missione"

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Lusaka – “Sebbene l’emergenza del Covid-19 quest’anno ci abbia impedito di incontrare il Santo Padre di persona nell’annuale Assemblea generale dedicata alle Pontificie Opere Missionarie, è stato ugualmente molto emozionate e toccante ricevere il suo messaggio. Abbiamo percepito in maniera molto forte la sua presenza e la sua vicinanza”. A riferirlo, in un colloquio con l’Agenzia Fides, è padre Edwin Mulandu, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Zambia, commentando il Messaggio che Papa Francesco ha inviato alle POM il 21 maggio, solennità dell’Ascensione del Signore. L’Agenzia Fides gli ha rivolto alcune domande.

Quali sono i punti del Messaggio che l’hanno maggiormente colpita?
“Il messaggio del Santo Padre è molto elaborato e sottolinea molti punti sulle dimensioni fondamentali del nostro carisma come Pontificie Opere Missionarie, che sono il Servizio alla Chiesa e al Sommo Pontefice; la nostra identità missionaria; la preghiera e la carità come metodo semplice di partecipazione alla missione. In particolare, sono stato molto toccato quando il Papa parla di preservare e recuperare il ruolo delle POM: anche negli anni passati, il Papa ci ha ripetutamente informato del rischio di trasformare le POM in una organizzazione non governativa . Ciò vale nei casi in cui tutti i nostri sforzi sono dedicati alla raccolta e alla distribuzione di fondi. A volte rischiamo di utilizzare metodi professionali di raccolta fondi che sono adoperati dalle ONG e che non sono compatibili con il carisma delle POM. Ogni lavoro che facciamo deve essere posto nelle mani del Signore. Ritengo molto importante, inoltre, il fatto che il Papa nel suo messaggio rimarca il bisogno di prestare attenzione alle necessità fondamentali delle comunità, evitando allo stesso tempo una cultura del benessere, che invece di assistere allo zelo missionario finisce per rendere i cuori tiepidi e alimentare i fenomeni di dipendenza”.

In che modo il Messaggio del Papa può aiutare a rinnovare la missione delle POM in Zambia?
“È fondamentale avviare altri programmi di animazione e formazione missionaria a beneficio dei fedeli affinché possano conoscere meglio le Pontificie Opere Missionarie. Nel nostro contesto, ad esempio, le POM sono percepite come “agenzia di finanziamento” da molte persone, perché vengono principalmente associate a progetti. Il direttore delle POM è identificato più come un “project manager”, come un sacerdote responsabile dei progetti. La sfida è quindi quella di entrare con maggiore concretezza nella vita quotidiana della gente, coinvolgere parroci, religiosi, fedeli e laici nelle attività missionarie delle POM. Un altro nodo cruciale della missione in Zambia è quello rappresentato dalla povertà. È necessario concentrare gli sforzi affinché le grandi parrocchie nelle grandi città possano offrire maggiore sostegno a favore delle parrocchie povere nei villaggi, e incoraggiare lo spirito di condivisione tra i fedeli: a volte, c’è una tendenza a ricevere senza fare nulla. Questo atteggiamento deve essere evitato. Bisogna formare a una mentalità che sia maggiormente proiettata allo scambio e alla donazione. Anche le preghiere per coloro che sono coinvolti nelle effettive attività missionarie dovrebbero essere incoraggiate da tutti i fedeli come modo di collaborazione e coinvolgimento nel lavoro missionario”.

Come vede il futuro delle POM nella Chiesa del suo paese e universalmente? In quale direzione dovremmo procedere?
“Quando rifletto sul futuro delle POM, considero importante guardare al passato e al presente. Ciò che dobbiamo fare è dedicare più risorse e tempo alla formazione. Il carisma dei fondatori delle Pontificie Opere Missionarie dovrebbe assumere un ruolo centrale nella nostra formazione missionaria. Preghiera e carità dovrebbero sempre andare insieme nell’Animazione Missionaria. I gruppi di animazione missionaria e quelli che promuovono la raccolta fondi, dovrebbero porre molta attenzione su Preghiera e Formazione. Altresì, penso che l’Opera dell’Infanzia Missionaria costituisca una fonte di grande speranza sia per il futuro in Zambia che nel resto del mondo. La loro formazione missionaria è completa. I bambini sono educati sia alla preghiera che al sacrificio materiale secondo il motto “I Bambini che aiutano i bambini”, che ben sintetizza il carisma dell’Opera. Abbiamo una grande speranza che questi bambini, dopo la loro formazione, diventino animatori missionari molto devoti non solo della Santa Società dell’Infanzia ma dell’intera Pontificia Società Missionaria. Come ha scritto Papa Francesco nel suo messaggio citando Sant’Ignazio di Loyola, “tutto quello che dobbiamo fare è pensare di fare bene il nostro lavoro, come se tutto dipendesse da noi, pur sapendo che tutto in realtà dipende da Dio”.

Link correlati :Guarda la video-intervista al Direttore nazionale delle POM in Zambia sul canale Youtube dell’Agenzia Fides


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